Base Camp: primi mesi dei percorsi di educazione personalizzata

di

Dall’avvio del progetto i partner hanno lavorato intensamente per ricostituire le equipe territoriali di Roma, Napoli e Palermo, i cui docenti ed educatori in parte provenivano dall’esperienza del precedente progetto “Base Camp for future education” ed è stata realizzata la selezione della nascente equipe del Base Camp di Catanzaro.

I/le docenti e gli educatori e le educatrici dei quattro Base Camp hanno seguito una formazione online tenuta da Laudes per approfondire la metodologia dell’educazione personalizzata e condividere gli obiettivi progettuali del nuovo triennio di lavoro insieme.

L’impegno congiunto delle organizzazioni CESIE, Centro Calabrese di Solidarietà, Dedalus, Parsec e Laudes ha fatto sì che dopo circa un mese di avvio del progetto nelle quattro città  fossero aperte le porte dei quattro Base Camp all’interno delle istituzioni scolastiche ospitanti, dando l’opportunità a studenti e studentesse dai 12 ai 17 anni, di diverse scuole ricadenti nei quartieri dell’Albergheria di Palermo e di Santa Maria di Catanzaro, nel rione Luzzatti Ascarelli di Napoli e nella zona Tufello di Roma, di poter seguire le attività di educazione personalizzata.

Questo è uno dei principali strumenti educativi realizzati all’interno del progetto Base Camp per contrastare le disuguaglianza educative e rispondere alle difficoltà e complessità che affrontano gli studenti e studentesse nel loro percorso scolastico e di crescita.

L’approccio pedagogico dello studio personalizzato è stato sviluppato nell’esperienza di Laudes ed è stato accolto e condiviso pienamente nella prospettiva educativa e pedagogica portata avanti dalle organizzazioni operanti sui territori. Questo si basa in gran parte sui rapporti di insegnamento-apprendimento uno a uno, che consentono di lavorare in modo intimo e approfondito sulla relazione educativa. Nella pratica educativa quotidiana, si tratta non solo di affiancare ogni studente e studentessa, ma anche di personalizzare l’approccio, i metodi di studio e le attività da svolgere a seconda delle caratteristiche di ogni persona incontrata. Solo con questa attenzione nei confronti di ciascuna persona è possibile instaurare una relazione educativa a tutti gli effetti, una relazione in cui chi insegna (apprendendo) e chi apprende (insegnando) non condividono solo la mera attività di studio, quasi fosse un oggetto neutro, ma continuamente collocano e contestualizzano lo studio all’interno di un’attività educativa più ampia, di un percorso di crescita condiviso.

Solo dopo poco più di quattro mesi di intenso lavoro sono circa 200 gli studenti e le studentesse che frequentano quotidianamente i nostri Base Camp e questo è solo l’inizio.

Per ulteriori informazioni visita: https://progettobasecamp.it/

 

Ti potrebbe interessare

Base Camp Napoli cerca docente multidisciplinare per percorso di educazione personalizzata

di

Nell’ambito del progetto Base Camp – Presidi educativi Territoriali, la Dedalus cooperativa sociale è alla ricerca di un docente multidisciplinare per l’attivazione...

Al via Base Camp: 4 presidi contro le disuguaglianze educative

di

Il 17 febbraio 2022 è partito il progetto Base Camp – Presidi educativi Territoriali, sostenuto da Enel Cuore e dall’Impresa Con i...

ORME. Piccolo itinerario geopoetico tra arte, scienza e attivismo

di

Star bene con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda: un laboratorio espressivo per chi ha nel cuore e nella testa...