Il Base Camp di Napoli riapre i battenti a settembre… Come sono andati questi mesi?

di

Venerdì 15 giugno è stato un gran pomeriggio di saluti, sorrisoni e commozioni per celebrare questi primi mesi di attività insieme nel Rione Luzzatti di Napoli nel nostro sempre più colorato Base Camp!

Studenti e studentesse, mamme, fratellini e sorelline, amici, professori e professoresse del Base camp e di scuola tutti insieme a giocare, a disegnare per comporre l’opera collettiva del laboratorio di Pop art e ad ammirare i lavori dei partecipanti al percorso artistico, a banchettare con frutta e dolcini!

Ma sono state le parole della lettera della “nostra più anziana” studentessa, che ci segue dal primo anno di progetto, che ci hanno profondamente emozionati e che condividiamo con tutti voi!

Grazie a tutti e tutte per aver reso speciale ogni momento… ci vediamo prestissimo!

L’equipe del Base Camp di Napoli

 

Base Camp: partendo dall’etimologia della parola, significa “campo base”.

Il “campo base” è quel luogo dove  ragazzi, bambini, adulti, imparano delle nozioni base.

Il Base Camp di Napoli è aperto da ormai 3 anni, e sì, io ci sono dal principio, si può dire che sono cresciuta lì…

Ho visto la sede durante i lavori, sono stata la prima ad entrare e l’ultima ad uscire. Ho visto la sede strapiena di ragazzi e poi pian piano spopolarsi sulla fine della scuola.

Purtroppo molti ragazzi prendono il Base Camp come un progetto inutile, o un semplice doposcuola, ma lui è molto di più.

Il Base Camp non è solo studio o laboratori estivi.

Il Base Camp, almeno per me, è una specie di rifugio.

al Base Camp ho imparato a non abbattermi davanti a dei brutti voti, grazie a Piero che in fondo, nonostante prendessi sempre l’insufficienza in inglese, ha creduto in me fino alla fine.

 Al Base Camp ho imparato la delicatezza e la bellezza delle piccole cose, grazie ad Alessia che ha sempre saputo valorizzarsi quando mi sentivo meno di 0.

Il Base Camp è spensieratezza, e Vanya lo sa bene, che ha sempre cercato di farmi sorridere.

Il Base Camp è amore, quell’amore che nasce improvvisamente tra un teorema e l’altro, ed Arianna ne è la dimostrazione… Lei che mi ha supportato sempre e che ha gioito con me in ogni mio traguardo.

Il Base Camp è audacia, quella cosa non hanno tutti, si apprende piano piano, vero Vale? L’audacia è Valerio che anche lui ha sempre creduto in me, sin dal primo giorno e mi è sempre stato accanto sia come professore che come “segretario”. Valerio è L’audacia, non ha paura di cimentarsi nelle cose lontane da lui.

Il Base Camp è “educazione” e questa è dovuta a Paola e Roberta, che sono silenziose, ma tengo in piedi tutto ciò.

Al Base Camp, infine, c’è la conoscenza di se stessi, dei propri sbagli, dei propri problemi e delle proprie insicurezze… Questo è grazie a Miriam, che da due anni che non smette di tenermi d’occhio, che mi supporta e sopporta. Miriam è una vera forza della natura, la sorella maggiore che non ho, lei è la dimostrazione del bene puro.

Il Base Camp è tutto questo.

La sapete la differenza tra home e house?

Bene, il Base Camp è la nostra home, una piccola grande famiglia.

Questo oltre ad essere un piccolo ringraziamento, è anche un appello, ai grandi capi e dirigenti, ai finanziatori,

Non toglieteci questo grande bene che aiuta noi ragazzi a sbocciare e non essere dei bruchi schiacciati dalla società.

Serena Ardito, 15 anni, Napoli

Regioni

Ti potrebbe interessare

Rimando la città – Al Base Camp si fa rap!

di

Al Base Camp si fa rap: rime e ritmo con i Keep it real In contemporanea nelle città di Base Camp, un...

Base Camp EduFest – Festival diffuso per una scuola equa e inclusiva, con la partecipazione di Internazionale Kids

di

Vuoi vivere un’esperienza di apprendimento unica, che metta al centro i tuoi bisogni e desideri? Vuoi scoprire il mondo attraverso le storie,...

Al via Base Camp: 4 presidi contro le disuguaglianze educative

di

Il 17 febbraio 2022 è partito il progetto Base Camp – Presidi educativi Territoriali, sostenuto da Enel Cuore e dall’Impresa Con i...