Humanities: Arteteca per la formazione dei medici

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Humanities, le Scienze Umane. Un patrimonio di saperi e, soprattutto, di sensibilità che viene ritenuto sempre più importante nella formazione del personale medico. Ad essere curata infatti è la persona nella sua interezza. Lo spiega autorevolmente il professor Arno Kumagai, docente presso l’Università di Toronto. E’ stato il relatore principale di un convegno sul tema organizzato dalla facoltà di Medicina e dalla Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Napoli Federico II.

L’incontro per le medical humanities al Policlinico

Mercoledì 7 novembre, nell’Aula magna del Policlinico universitario, l’incontro è dedicato a come consentire ai medici – ma anche ad infermieri e farmacisti – come prendere spunto dalla scienze umane per comprendere il paziente. Stabilire un rapporto proficuo per gli obiettivi terapeutici, costruire un percorso comune che lo accompagni ad un benessere olistico.

In questo contesto scientifico, che ha assunto una rilevanza internazionale grazie all’intervento del docente endocrinologo canadese, ci sono anche le Ludoteche museali Arteteca, pensate e realizzate con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa.

Arteteca come buona prassi per la formazione “umanistica” dei medici

Arteteca è infatti una delle buone prassi che l’Ateneo federiciano presenta in tema di costruzione di un ponte tra la scienza medica, le politiche socio-educative, l’avvicinamento all’arte e all’archeologia. Gli specializzandi della Scuola di Pediatria infatti implementano uno screening pediatrico a vantaggio dei piccoli utenti 3/6 anni delle Ludoteche museali Arteteca. Sia nel centro storico di Napoli, sia a Santa Maria Capua Vetere. Nel contempo, sviluppano una ricerca sulla relazione tra stili di vita, la povertà educativa e alcune delle patologie più diffuse nell’infanzia a rischio di emarginazione: asma, vaccinazioni insufficienti, obesità.

Un approccio multidisciplinare per contrastare la povertà educativa

I piccoli destinatari di Arteteca sono persone, che il progetto prova ad approcciare attraverso una pluralità di punti di vista. La medicina è un’ottica fondamentale, perfettamente integrabile in un’azione positiva di contrasto alla povertà educativa. Visto che la Scuola di Pediatria forma i suoi giovani medici secondo le indicazioni suggerite dal prof. Kumagai. Tra gli impatti del progetto, anche quello di aver fornito una situazione concreta per facilitare una preparazione più innovativa ed aperta dei nuovi pediatri.

Un grazie sentito al prof. Alfredo Guarino e alla dott.a Isabella Continisio, per aver coinvolto il progetto Arteteca nell’ambito di un’occasione tanto autorevole.  Al dott. Stefano Luciani, per aver illustrato, nel suo intervento, le Ludoteche e l’impronta metodologica che le caratterizza.

 

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