Le nostre interviste: Affido Culturale parte anche a Cagliari!

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“Sono progetti che lasciano eredità importanti, ovvero i legami tra le persone, capaci di durare nel tempo”. Così Marta Chessa, direttrice e vice presidente Panta Rei Sardegna cooperativa sociale, riassume perfettamente cosa vuol dire Affido Culturale, progetto nazionale selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

In questa breve intervista ci spiegherà il primo approccio di Cagliari con AC, città che da poco è entrata a far parte della nostra famiglia.

Come è nata l’idea di aderire ad Affido Culturale?

L’idea di aderire al progetto è nata dalla nostra pregressa esperienza nell’affiancamento familiare. Sempre nell’ambito di un progetti nazionale finanziato da CiB abbiamo avito modo di sperimentale l’affiancamento familiare secondo il modello Una famiglia per una famiglia della Fondazione Paideia di Torino. Quella dell’affiancamento familiare è stata un’esperienza formidabile che ha concorso a migliorare il benessere di 8 bambini (ogni affiancamento familiare dura un anno). La formula dell’affiancamento prevede la stipula di un patto educativo che vede coinvolta la scuola, i servizi, le due famiglie (affiancata e affiancante) e il bambino con un suo portavoce (advocacy).
L’affido culturale ci è da subito sembrato in linea con quanto sperimentato e ormai sedimentato nei nostri servizi, potendo offrire una formula che si  adatta meglio ad alcune situazioni specifiche, in cui il bisogno del bambino di poter avere parità di accesso alle opportunità culturali della città è più rilevante rispetto al bisogno di supporto della famiglia. Affido culturale completa le nostre azioni di solidarietà familiare e per questo ci è sembrata una magnifica occasione.

Qual è il lavoro che state sviluppando in questa prima fase?

In questa fase stiamo costruendo la rete dei merchant che aderiscono a progetto. La peculiarità infatti del nostro territorio è che gli esercenti culturali saranno pagati con uno strumento che si chiama LocalPay e che è stato implementato da Sardex. Nel nostro caso infatti sarà il progetto Outisiders (finanziato come Affido Culturale nell’ambito del banco Un passo avanti da CiB ma come progetto locale) a sposare Affido Culrale mettendo a disposizione le LocalPay studiate per Outsiders dal nostro partner Sardex. La peculiarità delle LocalPay è la possibilità di mettere in rete gli esercenti che aderiscono al progetto destinando il 3% di quanto ricevono in LocalPay a progetti ideati dai bambini.

Ci sono già delle adesioni?

Attualmente abbiamo già l’adesione di una 20 di esercenti tra teatri, associazioni culturali e sportive. Ma ci sono anche librerie e negozi per bambini che realizzano attività laboratoriali per famiglie.

Come ha risposto la città al progetto?

Posso dire che la risposta degli addetti ai lavori (scuola e servizi) è stata di grande entusiasmo vista la precedente esperienza con l’affiancamento familiare. Nel progetto Outsiders abbiamo scritto che la povertà educativa è come  una ruggine che “fragilizza” ed “intacca” la vita dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie. A partire da questa premessa, il bisogno a cui progetti come Outsiders e Affido Culturale rispondono è quello di salute e benessere, inclusione, partecipazione e pari opportunità dei bambini e dei ragazzi in svantaggio economico, sociale, linguistico (minori stranieri) e culturale (scarso accesso alle iniziative culturali) della città di Cagliari. Lo fanno agendo sul doppio vincolo della povertà educativa che “crea ed è creata” da una povertà relazionale e di opportunità, nella duplice direzione di sostenere e rafforzare la qualità delle relazioni (tra adulti, tra pari, tra ragazzi e comunità) e di alimentare legami sociali fiduciari, moltiplicando i talenti e costruendo capitale sociale. Sono progetti che lasciano eredità importanti, ovvero i legami tra le persone, capaci di durare nel tempo.
Per sapere come portare AC nella tua città, contattaci a disseminazioneaffidoculturale@gmail.com

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