“L’indifferenza è già violenza”. A Milano, la memoria degli ebrei deportati ad Auschwitz

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Indifferenza. Una sola parola, incisa a caratteri cubitali su un muro spoglio. È la scritta che accoglie chi visita il Memoriale della Shoah di Milano. Qui ogni anno, dal 1997, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica ricordano i 605 ebrei deportati il 30 gennaio del 1944. Intere famiglie caricate come merci su treni partiti dalla Stazione Centrale e diretti ad Auschwitz, luogo di morte da cui pochissimi hanno fatto ritorno. 

Nonostante la pandemia, la commemorazione è stata partecipata e sentita. Sono intervenuti il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sottosegretario alla Regione Lombardia Alan Rizzi, il Garante Nazionale dei Detenuti Mauro Palma e il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Roberto Jarach. Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano e S. E. Mario Delfini, Arcivesco di Milano hanno contribuito all’evento con una riflessione spirituale. Presente anche Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, partita anche lei da quello stesso binario il 30 gennaio del ‘44. Da Roma, è intervenuto in collegamento Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

Binario 21: la memoria ritrovata

“La passione per la memoria ha scavato sotto la stazione e ha trovato quel luogo dove oggi è il memoriale. Un luogo terribile da cui uomini, donne, bambini e anziani sono partiti verso la morte” ha detto Andrea Riccardi, ricordando la storia del Binario 21, scoperto quasi per caso dai volontari di Sant’Egidio durante le loro visite ai poveri della stazione. Citando Settimia Spizzichino, ebrea romana sopravvissuta ai campi di concentramento, Riccardi ha definito Il Memoriale sotto la stazione “il ricordo dell’infamia della Shoah. Non un monumento freddo, ma una memoria di popolo e di giovani”.

Giovani che sono sempre più fondamentali nel tenere viva la memoria, ora che i testimoni di questa immensa tragedia vanno scomparendo. In rappresentanza gli studenti milanesi, ha partecipato alla manifestazione il coro del liceo classico Carducci di Milano, scuola partner del progetto Valori in Circolo, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. I ragazzi si sono esibiti con due brani legati alla tradizione musicale ebraica, ulteriore omaggio alle vittime delle deportazioni.  

Memoriale della Shoah di Milano.

Liliana Segre ai giovani: “l’indifferenza è gia violenza”

Ai più giovani si è rivolta anche Liliana Segre che ha sottolineato il ruolo centrale della scuola e della comunità educante nel costruire una memoria partecipata e consapevole. Un impegno necessario soprattutto oggi, in un momento in cui le incertezze del mondo globale rendono di nuovo attrattive – specie tra i ragazzi – le retoriche nazionaliste, sovraniste e xenofobe in Italia e nel resto dell’Europa. “All’inizio eravamo in pochi, pochissimi, con una candelina in mano in uno di questi sotterranei” ha ricordato Segre. “Si stava qui. In questo posto sconosciuto. Le scuole però lo conoscevano bene. Da subito migliaia di studenti sono venuti qui in visita”. La lezione per le generazioni future emerge chiara dalle parole della senatrice “L’indifferenza è già violenza” e questo non riguarda solo il passato.

Intervento della sentarice Liliana Segre
Intervento della Senatrice Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah.

Il futuro della memoria: ritrovare se stesso nell’altro.

Per evitare che si ripeta quanto è accaduto bisogna quindi riscoprirsi vicini agli altri e vincere la tendenza a concentrarsi su se stessi. In questo senso, la memoria della Shoah rientra nel percorso di formazione degli studenti proposto da Valori in Circolo affinché i ragazzi acquisiscano una maggiore consapevolezza del loro ruolo nel costruire un mondo migliore. Una coscienza civile attiva che si sviluppa solo attraverso la diffusione della cultura e della conoscenza storica. “Come ha scritto Primo Levi in una delle sue bellissime poesie – ha detto Segre – quando ognuno è la traccia di ognuno e quando uno è sigillo dell’altro non ci può essere indifferenza”. “Gli adolescenti – ha concluso la senatrice – sono fortissimi e possono cambiare il destino loro e dei loro genitori”. 

La commemorazione della Shoah pone quindi le basi per guardare al futuro con più responsabilità. Da Milano, dai binari nascosti sotto la superficie della città, viene portata alla luce la memoria, un lavoro collettivo che ha bisogno del contributo di tutti, specialmente dei più giovani.

Bambini Scuola della Pace di Milano
I bambini dell Scuola della Pace di Corvetto (Periferia Sud di Milano) posano fiori sulle pietre d’inciampo in ricordo della famiglia Varon.

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