I Villaggi sono un’eredità per il futuro

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La cornice suggestiva di Castellammare di Stabia ha fatto ancora una volta da sfondo accogliente a educatori e responsabili dei nostri Villaggi per Crescere.

Un secondo appuntamento formativo dal vivo – il primo è stato a maggio, in cui telefonate ed email hanno preso forma e sostanza e si sono trasformate in conversazioni fatte di sguardi e gesti, in cui il qui ed ora è stato mediato solo dall’esserci: “Ci siamo di nuovo sentiti immersi in una rete reale, ancora più consapevoli delle dimensioni del progetto”  considera Irene, educatrice del Villaggio di Torino.

Sì perché i Villaggi spalancano le porte dal Piemonte alla Sicilia, passando per la Liguria, l’Umbria e la Campania, fino alla Calabria da cui Francesca, responsabile del Villaggio di Cosenza, riflette proprio sull’importanza di essere parte di qualcosa  “Se lavoriamo bene sul senso di appartenenza, sul fare comunità e sulla partecipazione ci troveremo ad andare avanti in tanti, assieme”.

Due giornate intense che hanno lanciano spunti e fissato ancore e volto lo sguardo verso obiettivi specifici ma comuni, in cui “la complessità del progetto è stata percepita e forse ha anche un po’ spaventato ma si è sentita la forza di un fare insieme che è molto più della sommatoria delle diverse componenti” racconta Maria Carla, responsabile del Villaggio di Genova. “Un e-e che supera un o-o, una congiunzione che si impone a una disgiunzione, in cui si va oltre il giudizio grazie all’ascolto di se stessi, alla fiducia e all’accoglienza della differenza” aggiunge. “Il risultato della somma 1+1 non è mai 2 ma 3 e questo è anche una dimostrazione di come siamo capaci di andare nella stessa direzione, pur operando in contesti così simili e diversi” aggiunge Patrizia, responsabile del Villaggio di Policoro.

“Insieme” è una delle parole chiave di questo momento formativo, che ha “formato” non solo con nozioni e concetti ma soprattutto attraverso legami e sostegno reciproco: “ho avuto la sensazione che si stesse consolidando un vero gruppo di lavoro, in cui spunti, suggerimenti ed esempi sono stati un segno di complicità. Insieme possiamo vincere una bella sfida, i piccoli e grandi cambiamenti possono avvenire” confida Vittoria, educatrice del Villaggio di Policoro. Nell’aria si respiravano intesa e sintonia, “abbiamo parlato la stessa lingua, sia sugli obiettivi sia sulle attività dei Villaggi” riflette Maria Novella, educatrice del Villaggio a Siracusa. “Mi sono sentita incoraggiata, i racconti e i consigli dei colleghi sono stati di grande aiuto considerate le difficoltà del nostro territorio poiché c’è stato un clima di ascolto”.
Un ascolto che era comunità, perché i Villaggi sono sparsi in zone di Italia diverse e sono luoghi in cui l’attenzione non è solo sul “fare”, piccoli e grandi insieme, ma sullo stare insieme, o meglio sul so-stare ed essere insieme, “spostare l’attenzione dalle attività, dalla proposta educativa al cuore e alla missione dei Villaggi è stato un salto di qualità una crescita nella consapevolezza di quello che stiamo facendo” approfondisce Nicola, del Villaggio di San Cipriano d’Aversa “infatti, la sessione su monitoraggio e valutazione di impatto a cura del DISFOR di Genova è stata significativa”.

Una delle sfide del progetto Un Villaggio per Crescere è proprio la valutazione di impatto, ossia conoscere e rilevare il valore dell’intervento per la comunità di riferimento: quali cambiamenti sul territorio e per i suoi abitanti? Loredana, responsabile del Villaggio di Siracusa ci aiuta con questa bella immagine “mi ha molto colpita la metafora del contadino che pianta i semini, il lavoro, il fare, oltre la pedagogia e le teorie, il fare come esempio che poi rimane come un’eredità”.

Un’eredità fatta di momenti vissuti insieme, piccoli e grandi, di storie, giochi, semi che crescono, contatti che si sfiorano e territori da esplorare, un’eredità che è una collezione di ricordi passati e futuri, un’eredità che traccia una rotta verso il futuro. È questo che vogliamo siano i nostri Villaggi, un’eredità, un punto di riferimento per le comunità e di ispirazione per chi non siamo ancora  riusciti a coinvolgere, un’occasione per garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini  non solo la migliore partenza, ma anche il miglior cammino possibile.

Questa eredità ha origini antiche, è un altro tassello di un percorso che alcuni territori e alcune comunità hanno iniziato molto tempo fa come riflette Alessandro del Villaggio per Crescere di Cervinara: “io sto immaginando i Villaggi come grandi abbracci circolari, completi e totalizzanti, protettivi per famiglie e bambini, pieni di porte che si spalancano, come un giardino pantesco” .

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