Codici e robotica in classe: una proposta didattica riuscita

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Uno degli assi di Totem è l’utilizzo didattico di nuove tecnologie e l’acquisizione di competenze relative alle discipline STEM, acronimo che dall’inglese che sta per Science, Technology, Engineering, Mathematics. I corsi, portati avanti grazie al materiale didattico e tecnologico acquisito dalle scuole nelle Smart Room, sono a cura di uno dei partner del progetto che è Fusolab.

Con Jacopo Diamanti di Fusolab facciamo il punto sulle attività in corso. In questo momento i laboratori di coding e robotica, rivolti a bambine e bambini delle scuole elementari ma anche a ragazze e ragazzi delle medie, sono in corso nell’Istituto Comprensiva di Piazza Filattiera in III Municipio, mentre le classi coinvolte dell’Istituto Comprensivo di via Pirotta di Centocelle in V Municipio, svolgono le attività nella sede di Fusolab. Alla scuola Fratelli Cervi di Casette Mattei invece la formazione è rivolta ai docenti chiamati ad acquisire nuove competenze per fare mettere in pratica agli alunni le competenze acquisite nelle materie curricolari.

I corsi si svolgono utilizzando strumenti diversi a seconda della fascia di età ovviamente, ma lo schema che seguiamo è sempre lo stesso: prima forniamo loro dei fondamenti di programmazione, poi li applichiamo in una robotica elementare”, spiega Jacopo. Grazie all’esperienza acquisita lo scorso anno i docenti dei corsi hanno aggiustato il tiro: “Abbiamo affinato il programma grazie al confronto in classe, inserendo un’introduzione all’utilizzo degli strumenti. Per noi è banale saper usare mouse e tastiera, ci siamo cresciuti, ma per chi è cresciuto invece con device touch non è scontato è una competenza preliminare che va acquisita“.

Adottiamo una didattica collaborativa, lavorano in gruppi di due o tre bambini o ragazzi. – spiega ancora Jacopo – Diamo una infarinatura sui comandi e poi cominciamo subito la risoluzione di task e la progettazione. Dal punto di vista del coding ad esempio devono risolvere piccoli problemi di materica o geometria, oppure devono far muovere i personaggi nella scena in un certo modo o ottenere l’interazione richiesta o desiderata, grazie ai programmi Scratch Junior fino alla terza elementare e Scratch per le medie“.

 

Per questo i corsi provano sempre a trovare un’attinenza con l’esperienza quotidiana. Quando programmano le attività dei led ad esempio, componendo a partire dai colori primari gli altri colori, gli alunni scoprono che i pixel dello schermo del cellulare, dei computer e della televisione funzionano allo stesso modo.

Ultima nota importante: se esiste una questione di genere nella scelta delle materie scientifiche, se nello stereotipo i computer sono una cosa da maschi, la realtà è molto diversa. “Abbiamo notato una grande attenzione da parte delle bambine. Ad esempio nei corsi per ragazzi che toniamo al Fusolab, questo tipo di attività vengono affrontate solitamente solo da maschi. Evidentemente solo a loro le famiglie gliele propongono, vengono ritenute attività che non attirano la sfera d’interesse delle bambine e delle ragazze. Ma ovviamente non è così e l’approccio a scuola aiuta a superare lo stereotipo permettendo anche a loro di fare questo tipo di esperienza”.

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