L’importanza di “Rob.in” a Cerignola dove «la mafia c’è ed è complessa»

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«In una visione nuova di Cerignola, non ci può essere più spazio per il male che si chiama criminalità e che ha bloccato il suo futuro. Sì, torniamo a parlare di criminalità perché essa ferisce il volto di questa Città, così come è ferito il volto di Maria in questa icona. Ma lo facciamo da padri che rimproverano i loro figli e vogliono che crescano. Lo facciamo da chi ha una visione di umanità in cui c’è spazio per la speranza, a discorsi alti come riscatto sociale e giustizia riparativa. Utopie, certo, ma cosa c’è di più umanizzante, in tempi di crisi, di una utopia?». E’ uno dei passaggi più importanti contenuti l’omelia pronunciata da Monsignor Luigi Renna, Vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, in occasione della festa patronale e solennità di Maria SS. di Ripalta nel pontificale celebrato in questi giorni nella Cattedrale di Cerignola.

Quello del vescovo Renna è un accorato appello alla sua comunità, affinché non si volti dall’altra parte, prenda posizioni, inizi a maturare una cultura dell’antimafia sociale capace di diventare motore di sviluppo e di economia legale per il territorio. Ed uno sguardo particolare, monsignor Renna lo rivolge ai ragazzi, a chi rischia di rovinarsi la sua vita già in giovane età. «Diciamoci ancora con verità che la mafia c’è ed è complessa. Si può paragonare al tronco di un albero. In essa c’’è una tenace linfa malavitosa, che nutre i comportamenti mafiosi con la sua struttura, le sue regole, le sue scuole, che sono la strada e il carcere e gli alti livelli. La sua potenza ‒ è stato accertato da studi e da relazioni ‒ è notevole, e in questi anni l’ha portata ad avere una sua identità che la lega con le grandi organizzazioni di altre regioni. Questa linfa drena droghe, stupefacenti, armi. Poi ci sono i cerchi concentrici di questo tronco, fatti da chi seduce i socialmente più deboli, da chi li ingaggia, da chi assicura loro un reddito e fa crescere, tra furti, arresti ai domiciliari, carcere e processi, il numero di famiglie alla deriva, di ragazzi sprovveduti, ragazze madri già a quindici anni, padri che escono ed entrano dal carcere».

Per questo, diventa importante in questo territorio il progetto  “Rob.in – Robotica educativa inclusiva per minori con Bisogni Educativi Speciali”. l’iniziativa selezionata da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, il cui obiettivo è quello di implementare una rete regionale di Laboratori sociali in forma di FabLab composta da enti del terzo settore, enti locali, enti ecclesiastici, aziende, scuole, centri di ricerca. “Rob.in” punta a sviluppare la sua azione di intervento tra i comuni pugliesi di Cerignola, San Giovanni Rotondo e Taranto (nello specifico della Città vecchia). Il quartiere Torricelli di Cerignola, infatti, è stato inserito nel progetto in quanto ci sono molte problematiche legate alla criminalità che interessano i minori, che rischiano di risucchiarli nella spirale della criminalità, dell’abbandono della scuola, di una vita ai margini.

La finalità, dunque, è quella di agganciare i minori a rischio di abbandono scolastico precoce o in dispersione scolastica, in particolare minori con Bisogni Educativi Speciali, e le loro famiglie, attraverso le attività e le metodologie della Robotica educativa inclusiva per prenderli in carico e creare le condizioni per riportarli a scuola. La rete è composta da ESCOOP – European Social Cooperative – Cooperativa Sociale Europea – sce (ente capofila del progetto); Associazione Europea Solidale ONLUS; Cantieri di innovazione sociale impresa sociale Società cooperativa sociale; ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; I.C. “Melchionda-De Bonis” di San Giovanni Rotondo; I.P.S. “Cabrini” di Taranto; I.C. “Don Bosco Battisti” di Cerignola; Iress Soc. Coop.; Naps Lab srls, Comune di Cerignola.

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