Nonna Lola e le altre

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Nonna Lola ha quasi 80 anni e ha raccontato ai bambini tante storie che loro ascoltavano incantati. Una  nonna tanto amata. C’è nonna Enza che i bambini hanno applaudito, nonno Gaetano con le sue costruzioni, nonna Nicoletta, nonna Brigida, nonna Silvia con i loro giochi.   Sono  solo alcuni dei nonni di comunità – delle nonne soprattutto- che hanno animato in Toscana il progetto “i nonni come fattore di potenziamento della comunità educante e a sostegno delle fragilità genitorlali”. Qui il progetto si è sviluppato nel senese, dove sono state coinvolte due scuole dell’infanzia a Siena ed una  a Monteroni con un’attività di doposcuola due volte la settimana.

Le nonne, tutte volontarie dell’Auser, non si sono risparmiate. “A Monteroni – ci racconta Elisabetta Pellegrini coordinatrice del progetto in Toscana e responsabile dell’Auser di Siena – abbiamo coinvolto parecchie famiglie straniere di origine kossovara; uno dei ricordi più belli che ho e sentirmi dire da una di queste mamme che suo figlio grazie alle nostre nonne di comunità aveva cominciato ad aprirsi di più e il suo italiano era migliorato molto”. Per tutta la durata del progetto le famiglie hanno potuto contare su uno sportello di supporto e consulenza. Un pediatra, uno psicologo e un’assistente sociale hanno dato loro consigli preziosi sopratutto durante il periodo di lockdown, con tutta la famiglia chiusa in casa, e i figli in didattica a distanza.

La gita al museo Leonardiano di Vinci fatta tutti insieme nel 2019, ancora se la ricordano, alla scoperta di macchinari, orologi meccanici e tante incredibili invenzioni frutto del genio di Leonardo.  Era una delle tante escursioni organizzate in Toscana nell’ambito del  progetto insieme ai centri estivi e ai laboratori. Poi la pandemia e le chiusure.  “Avevamo programmato la visita al museo della Mezzadria di Buonconvento- ricorda Simonetta – ma è saltato tutto. Nel 2020 siamo però riusciti ad organizzare i centri estivi a luglio e agosto, e contiamo di fare lo stesso anche quest’anno”.
I  mini video di teatro dei burattini e i messaggi di incoraggiamento dei nonni sui gruppi Whatsapp, hanno tenuto compagnia ai bambini durante l’emergenza, ma manca lo stare insieme, la socialità, la condivisione. “Speriamo di poter organizzare nei prossimi mesi  una festa in presenza, all’aperto, per salutarci”. Per dirsi arrivederci.

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