Genitorialità: imparare l’arte di prendersi cura

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Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/TheVirtualDenise-5804203/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2485714">Denise Husted</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2485714">Pixabay</a>

Coinvolgere le famiglie degli adolescenti destinatari del progetto L’Atelier Koinè è una grande sfida. Famiglie diverse con caratteristiche comuni. Famiglie tradizionali, separate, allargate o ricostituite. Realtà differenti ma simili sotto molti aspetti. Mamme e papà che condividono storie: quelle dei propri figli e del loro essere genitori.

I genitori, o le figure alternative di accudimento, mediante il ricorso a competenze di cura e di educazione, differenti in relazione ad età ed esigenze specifiche, assolvono a molteplici funzioni genitoriali di supporto ad uno sviluppo equilibrato dei figli.

L’Atelier GPS, area del progetto dedicata alla genitorialità, intende creare un momento di incontro, confronto e condivisione di tempi e di spazi comuni. Vuole essere presenza reale, tangibile e visibile. Vuole favorire e rafforzare le relazioni delle famiglie e tra le famiglie, attraverso la professionalità di esperti diversi quali psicologi, pedagogisti, counselor e formatori.

La Dott.ssa Emanuela Casilio, psicologa e consulente familiare, responsabile dell’Atelier GPS, racconta: “L’Atelier GPS, nelle sue molteplici attività, offre un sostegno alla genitorialità con l’obiettivo di rafforzare il ruolo attivo di essere padre e madre. Un accompagnamento ed un supporto sia individuale che di gruppo, che prende vita attraverso diverse azioni che spaziano dallo sportello d’ascolto agli incontri tra familiari, dalla condivisione del tempo libero alla rubrica radiofonica. Momenti di riflessione sul proprio modello genitoriale, sulle risorse, le aspettative, le criticità dell’essere genitori e dell’avere figli in fase adolescenziale. Un modo per mettersi in discussione, per valutare punti di vista diversi, per offrire chiavi di lettura comuni ma allo stesso tempo personalizzate” -.

La genitorialità rappresenta una funzione molto complessa, un lungo e continuo percorso che una madre e un padre intraprendono per imparare l’arte di essere genitori, capaci di prendersi cura e di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei figli. Bisogni che cambiano continuamente, proprio come cambiano i figli nelle varie fasi della loro vita. La genitorialità, intesa come la capacità di espletare il ruolo di genitore, è un compito articolato che richiede diverse competenze e abilità finalizzate a nutrire, accudire, proteggere, dare affetto, sostegno, educare, promuovere l’autonomia e l’indipendenza del figlio e un buon adattamento tra stadio evolutivo e ambiente, tra esigenze e opportunità offerte dal contesto sociale.

Prosegue la Dott.ssa Casilio -“Essere genitori non corrisponde solo ad un ruolo, piuttosto ad una funzione che non sempre coincide con la maternità e la paternità biologiche, ma che assume, nella capacità di prendersi cura, un significato più profondo nel quale si incontrano il mondo degli affetti, i legami di attaccamento, il sentirsi parte di una storia familiare. L’impegno richiesto ai genitori – o a quegli adulti significativi e affettivamente stabili – è costante e necessita un adattamento continuo a seconda dell’età dei figli. Spesso si rende necessario rivalutare il proprio stile educativo e comunicativo per affrontare in modo funzionale i cambiamenti che la vita porta nelle varie tappe evolutive, tanto più nella fase adolescenziale caratterizzata da ambivalenze, difficoltà, contraddizioni, crisi, ma anche nuovi inizi e nuove scoperte” -.

Nelle famiglie problematiche, il sostegno alla genitorialità rappresenta un importante strumento di prevenzione e protezione sia per la crescita sana dei figli, sia per sostenere l’adulto nel suo ruolo genitoriale, al fine di tirare fuori le risorse che la famiglia possiede, ma che spesso non utilizza o pensa di non avere, a causa del momento stressante che sta attraversando. L’intervento può riguardare vari aspetti e può andare a lavorare su quei genitori che hanno bisogno solo di informazioni o sostegno per fronteggiare un momento di difficoltà nei confronti del figlio che pone nuove richieste; su genitori che si accorgono che il figlio è in difficoltà, ma non sanno come aiutarlo; su situazioni in cui il figlio ha già sviluppato un disturbo vero e proprio. In questo modo è possibile promuovere un miglioramento dello stile di genitoriale, aiutare i genitori a riconoscere i propri schemi di funzionamento mediante lo sviluppo delle capacità personali, facilitare la messa in atto di soluzioni più flessibili e funzionali.

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