Alberi nella tempesta. Il Family Hub raccontato da Gianpiero, CASE Manager di SARC

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“Ammetto che con il primo decreto e le prime due settimane di sospensione delle attività, nessuno di noi immaginava una totale sospensione dei servizi per un tempo così prolungato. Ma così è stato.” Confessa Gianpiero, Case Manager del Family Hub della Cooperativa SARC di Zagarolo (RM).

“Sempre pronti agli imprevisti e con un piano di B di riserva, davanti a questa situazione abbiamo subito capito che a rischio c’erano le relazioni nate e coltivate in questi anni di progetto, con le famiglie e con il territorio. Per questo dopo un primo momento di analisi e presa di consapevolezza ci siamo messi al lavoro per riprogettare le attività e i servizi integrativi in una modalità a distanza, ancor prima che fosse richiesto ufficialmente. Non potevamo interrompere il supporto e non assicurare più la nostra presenza, soprattutto a coloro che già affrontavano una situazione di fragilità.”

SARC ha così ristrutturato gli incontri di Teatro gioco pubblicando sulla pagina Facebook Le avventure di Capitan Covid protagonista di una serie di episodi che hanno coinvolto bambini, mamme, papà, ma anche organizzato letture animante e mantenuto gli incontri post parto dedicati alle neomamme e il gruppo lattanti 0-1.

“Per essere certi che la modalità con cui avremmo proposto i nostri servizi e mantenuto la nostra presenza incontrassero le famiglie del nostro territorio, le abbiamo contattate personalmente per rassicurarle e confrontarci. In un territorio così ampio come quello del Distretto Socio Sanitario RM 5.5 la presenza dell’Hub che tenesse uniti gli uni agli altri e radicati alla realtà tutti i nuclei familiari è sembrata subito necessaria ed essenziale. “

La conferma dell’importanza della costante vicinanza e presenza, seppur a distanza, arriva ogni giorno dalle immagini dei lavoretti che i bambini realizzano insieme ai propri genitori e dalle parole di mamme e papà. “Il nostro obiettivo è stato sin dall’inizio del Family Hub quello di coltivare la relazione tra genitore e bambino, conoscendosi e scoprendosi ogni giorno sempre più, e anche in questi mesi di distanza il fil rouge è stato proprio quello di preservare questa modalità di lavoro” Aggiunge Gianpiero.

Pensi che questa modalità di lavoro a distanza, possa essere considerata anche nel momento di ritorno alla normalità?

Sicuramente, il video può essere un valido strumento per raggiungere e coinvolgere chi è impossibilitato a incontrarci negli hub, oltre che permettere di conoscerci sul territorio con le nostre iniziative e attività. Certo è che tutti, quando potremo tornare alla normalità, avremo il desiderio e la necessità di stare insieme e riscoprire il calore delle relazioni e dei sorrisi.

Come è mutato il ruolo di CASE Manager?

È stato un periodo senza dubbio strano che ha portato a riflessioni e nuove visioni: abituato a una comunicazione fatta di sguardi e gesti come un cinque o un abbraccio è stato un po’ come non potersi esprimere anche nel proprio lavoro al 100%. Ma allo stesso tempo insieme a tutti i colleghi ci siamo meravigliati ed entusiasmati di fronte alla nostra resilienza e capacità riorganizzativa, contenti di vedere la solidità delle relazioni che fino ad ora abbiamo curato rimanendo anche nella confusione un punto fermo e radicato in una realtà stravolta, come un albero che nonostante la forza del vento e la violenza della pioggia rimane testimone delle intemperie in un ambiente in continuo cambiamento. Così il Family Hub, ancorato alla realtà del territorio e sempre punto di riferimento.

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