Giovani, a Milano porte aperte a equità e inclusione

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È il progetto ‘DOORS’ nato per contrastare povertà educativa minorile

DIREGIOVANI.IT, 17 aprile 2020

MILANO – Una stretta sinergia tra istituzioni pubbliche e privato sociale è l’ingrediente essenziale di DOORS, il progetto coordinato da CIES onlus che prevede una serie di azioni su tutto il territorio nazionale per contrastare la povertà minorile e la dispersione scolastica. A Milano, DOORS porta avanti le sue attività grazie alla stretta collaborazione dei suoi partner lombardi: la Direzione Educazione del Comune di Milano, la Cooperativa sociale ‘Tempo per l’Infanzia’, gli Istituti Comprensivi ‘Pini’ e ‘Calvino’ del Municipio 2 della città e Progetto Axé Italia.

‘Porte aperte al Desiderio come OppOrtunità di Rigenerazione Sociale’, progetto coordinato da CIES Onlus e selezionato da Impresa sociale ‘Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha il principale obiettivo di aumentare le opportunità di accesso alla cultura e alla bellezza, al sostegno socio-affettivo e all’apprendimento di competenze cognitive e si rivolge a minori di età tra i 10 e i 14 anni in situazioni di fragilità attraverso un nuovo e sperimentale modello educativo integrato che si basa sulla pedagogia del desiderio applicata all’arteducazione.

DOORS– spiega Isabella Landi, la coordinatrice educativa del progetto per il Comune di Milanoè stata una grande opportunità per lavorare in sinergia e in confronto sul territorio di Milano, ma anche a livello nazionale, su temi molto cari al settore educazione del comune di Milano quali la povertà educativa e la dispersione scolastica”.

La cooperazione col privato sociale, conferma Landi, è stata sì “una sfida” ma ha permesso di arrivare a definire strategie di lungo periodo, raggiungere risultati durevoli e riunire gli interventi messi in campo nel corso del tempo per garantire diritti e inclusione sociale ai minori in condizioni di difficoltà:

“Si tratta di azioni di orientamento, sostegno scolastico e laboratori nelle scuole che portiamo avanti sia all’interno del nostro presidio territoriale (lo Spazio Arteducazione, ndr), sia nelle scuole con cui lavoriamo insieme ai nostri partner locali di progetto”.

Grazie a progetto DOORS, l’arteducazione e la pedagogia del desiderio di Marcos Antonio Candido Carvalho sono entrate nelle scuole di Milano. Nata in Brasile più di venticinque anni fa e adottata e promossa da Progetto Axé Brasile e Axé Italia, tale pedagogia ha l’obiettivo di stimolare nelle persone, e nei giovani in particolare, l’emersione di quei desideri che portano poi a disegnare una sana e individuale traiettoria di vita, e di farlo anche attraverso la pratica artistica.

Da più di un mese ormai la routine degli studenti e delle famiglie italiane è stata travolta dall’emergenza sanitaria. Se il diritto allo studio e in particolare l’accesso universale a una didattica inclusiva sono stati compromessi dalla quarantena, gli operatori di DOORS hanno dovuto reinventare le proprie pratiche per garantire il giusto bilanciamento col prioritario diritto alla salute e alla sicurezza di tutti. Distribuzione di materiali di cancelleria e dispositivi per la didattica a distanza come computer rigenerati, supporto alle famiglie per contrastare anche la povertà economica attraverso l’accesso ai servizi del Banco Alimentare e videochiamate “per costruire intimità”. E poi pennarelli e tempere “perché se il corpo non può uscire di casa, le parole non bastano, serve l’arte”. Queste sono solo alcune delle attività portate avanti da ‘Tempo per l’Infanzia’ durante la quarantena, come hanno raccontato le due arteducatrici Elisa Roson e Antonella Piccolo. Attività che hanno portato una mamma a dire a una ‘arteducatrice’ “ormai sei di casa, Lara” e una studentessa a esclamare, rivolgendosi a un altro ‘arteducatore’, “Marco, quando ci chiamiamo la mia finestra si apre sul mondo”.

L’attenzione è rivolta quindi all’analisi dei bisogni dei ragazzi e delle famiglie:

Questa crisi sta mettendo in luce che non basta garantire l’eguaglianza. Occorre equità. È inutile fare proclami sull’importanza del diritto allo studio se mancano i mezzi, banalmente i soldi per pagare l’abbonamento alla rete wi-fi. Per queste persone bisogna intervenire dando dispositivi e sostegno economico; noi come operatori, inoltre, dobbiamo essere disponibili a usare i mezzi che i ragazzi usano, da Whatsapp alle altre piattaforme”.

“Questa situazione– aggiunge Landi- è una sfida all’istituzione a non essere ferma ad aspettare di essere cercata ma ad andare lei, per prima, a cercare i soggetti che hanno bisogno, coi loro mezzi, nelle loro case”.

Cercare gli utenti e offrire servizi che abbiano un impatto sulla loro quotidianità è dunque lo scopo ultimo:

“Stiamo cercando di continuare a garantire i nostri servizi lavorando da remoto. Un’altra grande sfida perché impone all’istituzione comunale di lavorare a tempi ancora più veloci- confessa la coordinatrice che poi sottolinea i buoni risultati- Attualmente DOORS sta riuscendo a prendere in carico sia i ragazzi che seguivamo in sostegno scolastico e nell’ambito degli sportelli attivati nelle scuole sia nuovi ragazzi. Le scuole stanno segnalando sempre più casi e questo perché, laddove prima con la quotidianità della classe si riusciva ad avere un occhio su tutti i ragazzi, ora che questa quotidianità manca i ragazzi più in difficoltà rischiano davvero di scivolare via”.

La quarantena ha infatti smaterializzato le relazioni e questo comporta anche il rischio che insorgano nuove forme di disagio online. Il bisogno di ripristinare relazione educativa e dialogo si fa allora più pressante che mai. L’iniziativa che DOORS ha messo in campo per monitorare e prevenire casi di cyberbullismo ed educare giovani e adulti a una corretta gestione della propria identità digitale si chiama ‘Questionarti nel digitale’, un’azione specifica di sostegno a distanza coordinata da ‘Tempo per l’Infanzia’.

“Il servizio è nato da un caso di adescamento online di cui è stata vittima una delle ragazze che seguiamo. È stato come uno schiaffo di realtà. Ci siamo chiesti quanti dei nostri ragazzi possano essere in pericolo in questo momento- ha spiegato l’arteducatrice responsabile Lara Carrasco- Abbiamo iniziato seguendo 7 ragazzi, questa settimana sono 27. Inoltre, a breve coinvolgeremo anche mamme e papà, perché ci siamo accorti che i genitori vogliono davvero proteggere i loro figli”.

Il servizio si costituisce di clip video su argomenti come identità digitale, cyberbullismo, sentimenti e sessualità, disponibili per tutti sulla pagina Facebook della cooperativa ‘Tempo per l’infanzia’, ma anche di momenti di incontro condotti dagli arteducatori e rivolti a piccoli gruppi di ragazzi e ragazze che provengono da ‘Spazio Arteducazione’ così come dagli istituti comprensivi in cui DOORS opera.

Per maggiori informazioni su Progetto DOORS:

Pagina web: https://www.cies.it/progetti/doors/

FB: https://www.facebook.com/DOORS.cies/

IG: https://www.instagram.com/progettodoors/

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