Lo Spazio Giallo per la città

di

Stigma, stereotipo, emarginazione
La Carta dei diritti dei figli di genitori-detenuti
Tutela del legame genitore-figlio
L’accoglienza dei bambini
La verità narrabile

L’11 maggio alle ore 18 è stata presentato, online, all’interno della rassegna “Tempo di legalità in biblioteca”, organizzato dal Sistema Bibliotecario di Milano, Lo Spazio Giallo per la città.
Lo Spazio Giallo per la città è un momento di incontro con la comunità metropolitana per sensibilizzare sul tema della separazione drammatica e improvvisa da un genitore detenuto che investe i bambini (più di 100mila in Italia, 2,2 milioni di Europa); sul tema della prevenzione sociale e dello stigma che colpisce i figli di genitori detenuti. Quando i bambini e i ragazzi entrano in carcere per incontrare il genitore – è un loro diritto sancito dall’ONU – lo Spazio Giallo, il luogo fisico e relazionale, li accoglie.

Con Fiorenzo Fioretta, Stefania Benvenuti – arteterapeuti – Marta Ghironi, Martina Gallon e Lia Sacerdote.
Iniziativa a cura di Associazione Bambinisenzasbarre e Biblioteca Sant’Ambrogio, parte del progetto “Il carcere alla prova dei bambini e delle loro famiglie. Applicazione della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

 

LO SPAZIO GIALLO PER LA SCUOLAapprofondimento

Percorsi laboratoriali per l’anno scolastico 2021/2022

L’associazione Bambinisenzasbarre, che da 18 anni si occupa di cura delle relazioni familiari durante la detenzione di un genitore, esce dal carcere e approda nelle scuole con il progetto “Il carcere alla prova dei bambini e delle loro famiglie – Applicazione della carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”. Questo progetto nasce da un lungo lavoro di matrice psicologica e culturale condotto dall’associazione Bambinisenzasbarre che per decenni ha avuto modo di incontrare, accogliere e accompagnare i bambini che vivono una situazione di separazione dai genitori dovuta alla detenzione e nello stesso tempo raccogliere i loro bisogni, desideri e pensieri all’interno degli Spazi Gialli, luoghi fisici ma soprattutto luoghi mentali, rappresentazioni dello spazio che bisogna riservare ai bambini nelle istituzioni degli adulti.

Da un parallelo lavoro con le istituzioni il 21 marzo 2014 l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, il Ministero della Giustizia e l’associazione Bambinisenzasbarre firmano la “Carta dei Diritti dei figli dei genitori detenuti”, documento unico in Italia e in Europa, che riconosce il diritto di questi bambini al mantenimento del legame affettivo con il genitore detenuto in continuità con l’art.9 della Convenzione ONU sull’infanzia e l’adolescenza, nel contempo ribadisce il diritto alla genitorialità delle persone detenute e impegna il sistema penitenziario in una nuova cultura dell’accoglienza che riconosca la presenza dei bambini che incontrano il carcere loro malgrado.

L’estensione del discorso di comprensione e inclusione affettiva e pratica del bambino e delle sue esigenze al fine di tutelarlo in modi sempre migliori approda naturalmente a scuola, luogo dei bambini per eccellenza, dove crescono e sviluppano il loro modo di pensare. La separazione dal genitore a causa del carcere è un argomento che può essere vettore di diversi temi, che l’intervento nelle scuole si propone di incoraggiare attraverso forme di riflessione collettiva:

  • l’esplorazione del concetto di cittadinanza attiva: i ragazzi come futuri cittadini e il rispetto della legge come forma di rispetto degli altri sono premesse per lo sviluppo di una coscienza civica che innova, che migliora lo stato delle cose
  • la promozione dell’inclusione sociale: il focus sul tema della separazione come strumento di sensibilizzazione per favorire il rispetto di chi ha un genitore in carcere
  • la scoperta del genitore che sbaglia: il genitore in quanto essere umano può fallire e questa scoperta così delicata necessita di un accompagnamento

 

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