Scheda progetto

Comunit-Azione nasce dalla volontà di creare una rete di supporto educativo per i ragazzi e le ragazze dagli 11 ai 17 anni che frequentano le scuole secondarie e crescono nei territori di sette comuni della prima cintura urbana torinese: Settimo Torinese, Collegno, Grugliasco, Rivoli, Moncalieri, Nichelino e La Loggia.

“Per educare un fanciullo ci vuole un intero villaggio” recita un proverbio africano fatto proprio dai proponenti del progetto. Il partenariato – che affonda le radici nel mondo del Terzo settore, della scuola e degli enti territoriali – ha deciso di unire e rafforzare l’esperienza maturata nelle politiche giovanili ed educative per contrastare i fenomeni della dispersione scolastica e della povertà educativa, con un approccio preventivo e integrato. Preventivo, perché promuove il protagonismo di tutti gli studenti delle classi coinvolte (84 di 21 istituti scolastici); integrato, perché mira alla costruzione e il consolidamento di una cosiddetta comunità educante: famiglie, insegnanti ed educatori, decision maker e cittadini sono infatti mobilitati nella co-progettazione prima e nell’attuazione poi di attività e percorsi di cittadinanza attiva per prendersi cura, nella pratica quotidiana, del futuro dei propri giovani.

La scuola come riscatto sociale
Ci troviamo in un territorio in cui i livelli di povertà si aggravano anno dopo anno, andando a colpire soprattutto i più giovani. L’incidenza più alta si registra infatti tra i minori e si traduce in privazioni di ordine materiale e educativo, con effetti negativi sull’oggi e sul domani: mancanza di opportunità, chiusura di orizzonti, impossibilità di fissare dei traguardi. Nuove generazioni rischiano quindi di entrare in un circolo vizioso di povertà da cui sarà difficile affrancarsi, visto anche che il tasso di disoccupazione in provincia di Torino è il più alto del Nord Italia (come messo in luce dalla ricerca “Povertà e disagio. Tra i giovani senza lavoro: un’analisi della situazione torinese e piemontese” realizzata dalla diocesi di Torino, nel capoluogo piemontese, in dieci anni, la disoccupazione giovanile nella fascia d’età 15-24 anni è passata dal 18,3 al 35,9%, in Piemonte dal 14,5 al 36%). In questo contesto di crisi si inserisce il progetto Comunit-Azione, che promuove l’educazione e l’istruzione come occasione di riscatto sociale, soprattutto per chi proviene dalle famiglie meno abbienti.

Imparare per “mettersi al servizio”: il Service learning
Dalla scuola alla comunità e viceversa: il progetto sperimenta il Service learning, un approccio pedagogico già molto diffuso nel resto del mondo, che stimola l’impegno degli studenti in favore del bene comune. L’interazione tra quello che si impara in classe, mettendosi alla prova su compiti di realtà, e quello che si fa a vantaggio della comunità genera nuovi saperi e competenze.

Le attività
Tutte le attività proposte dal progetto sono coerenti con le politiche educative e sociali dei sette Comuni coinvolti e si possono riassumere in sei tappe, in cui è sempre stimolata l’interazione tra gli studenti e tutti gli attori della comunità educante.

1 – Formazione di educatori e docenti, chiamati a guidare insieme le classi, sull’approccio del Service learning e sullo sviluppo di competenze sociali e civiche, a cura della Scuola di Alta Formazione EIS dell’Università Lumsa (centro propulsore a livello nazionale del Service learning) e dei ricercatori di Pedagogia sperimentale dell’Università di Torino.

2 – Organizzazione di Laboratori di cittadinanza in 84 classi (2°- 3° secondaria di primo grado e 1°-2° secondaria 2° grado) per stimolare gli studenti a riflettere su cosa li fa stare bene e/o male a scuola e, più in generale, nella vita quotidiana. Ogni classe è invitata a elaborare un Piano d’azione che preveda la realizzazione di un progetto concreto di miglioramento in uno di questi ambiti: relazioni tra pari, struttura scolastica, didattica, territorio.

3 – Presentazione dei “Piani d’azione” ai Dirigenti scolastici e all’Amministrazione comunale e realizzazione delle migliori proposte di cambiamento nei Cantieri di cittadinanza, dentro o fuori la scuola, a seconda dei bisogni. Per la realizzazione del proprio progetto, ogni scuola ha a disposizione un budget di 1.100 euro.

4 – Apertura dei Centri educativi cittadini – CEC rivolti agli studenti e alle studentesse maggiormente a rischio di dispersione scolastica: sono luoghi da frequentare nel tempo extrascolastico, in cui i giovani ricevono supporto allo studio e si sperimentano in laboratori creativi ed espressivi.

5 – Formazione di giovani peer educator in Alternanza scuola-lavoro e di volontari civici che offrono il loro supporto ai ragazzi e alle ragazze nei CEC.

6 – Attivazione di reti di prossimità e solidarietà rivolte alle famiglie, per favorire occasioni di incontro, di condivisione e di confronto sulla genitorialità. Tra le attività proposte ci sono momenti conviviali, narrazioni musicali e teatrali, collaborazioni con i figli nei Cantieri di cittadinanza e nei CEC, counselling e formazione.

Infine, ispirandosi alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e per ridurre i rischi di ogni forma di abuso, il partenariato intende elaborare e adottare una Policy comunitaria di promozione e garanzia dei diritti dei minori. Si farà tesoro delle lezioni apprese in ciascun territorio per sancire principi e buone prassi a cui ispirarsi nell’elaborazione di politiche pubbliche e nel lavoro delle diverse organizzazioni coinvolte.

Soggetto Responsabile
CISV Solidarietà s.c.s.

Importo deliberato
724.416 €

ComunitAzione

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