Laboratorio di psicomotricità: usare il gioco per conoscersi e conoscere gli altri | None
di communityinaction
Che cos’è Gioca per Sport e quali attività ha proposto?
È un progetto di psicomotricità organizzato da USACLI nell’ambito di Community in Action rivolto ai bambini delle classi seconde della scuola primaria dell’Istituto Chieri 1. Si è sviluppato in dieci incontri.
Qual è lo scopo?
Costruire una serie di abilità su misura per la classe in base alle richieste e necessità riportate dalle insegnanti lavorando parallelamente sul piano cognitivo e fisico per lo sviluppo di vari aspetti della personalità, ogni gioco infatti aveva un obiettivo specifico per apprendere un’abilità.
Com’è stato strutturato il percorso?
Nelle prime lezioni ho proposto alcune attività per conoscersi, riconoscere il proprio schema corporeo e le capacità di coordinamento, poi siamo passati alla percezione dello spazio, la cooperazione con l’altro, il ritmo e tenere il tempo e i giochi con la palla. Ho poi organizzato attività come percorsi o slalom con la palla, giochi con la musica, ma anche giochi più tradizionali come il gioco delle sedie, ruba bandiera, palla prigioniera, basket. Insomma per raggiungere questi obiettivi le attività possibili sono molte e tutte molto divertenti. Ai bambini ad esempio piaceva molto un gioco inventato chiamato “L’isola del tesoro” in cui a squadre dovevano recuperare i tesori schivando una spugna legata a una corda che facevo girare – ride.
Com’è stata gestita l’inclusività delle attività per i bambini disabili?
I bambini erano affiancati dagli educatori e svolgevano le attività insieme e come gli altri perchè le attività sono state studiate per essere inclusive per tutti. L’integrazione era favorita a livello di classe, infatti sono stati i compagni stessi a coinvolgere nei giochi i bimbi disabili, anche quando la situazione non era semplice.
È stata una bella esperienza per te?
Sì, molto bella! Poi mi è piaciuto vedere come nell’ultimo incontro, in cui potevano scegliere i giochi, sono venuti fuori quelli meno comuni e più di collaborazione e di squadra. Hanno imparato nuovi giochi e si sono conosciuti meglio tra loro ed è bello vedere l’affezione che si crea in così pochi incontri tra loro e con me. Io sono un’educatrice e mi piace ricreare a livello sportivo ciò che studio e vedere che effettivamente ha un impatto positivo.
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