OLTRE LA DIDATTICA DISTANZA. I CENTRI FAMIGLIA DEL TERRITORIO DIVENTANO SPAZI DI INCONTRO VIRTUALI

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Le proposte integrative promosse dal progetto Bambini 6.0 – Sei sensi.Zero confini

Elaborare risposte concrete ed efficaci, oltre le logiche della “didattica a distanza”, per garantire una “continuità”, non solo didattica, al progetto BAMBINI 6.0 – SEI SENSI. ZERO CONFINI, nato per contrastare la povertà educativa.

“Questa emergenza che ha sospeso per cosi lungo tempo l’attività scolastica quotidiana – ha commentato Francesca Petronella, coordinatrice del progetto BAMBINI 6.0 – SEI SENSI.ZERO CONFINI – rischia di acuire ulteriormente la “povertà educativa” e le “differenze”, perché non tutti i bambini e le relative famiglie possono contare sui servizi di didattica a distanza così come stati pensati per la scuola pubblica dal Ministero. Per questa ragione, abbiamo attivato presso i Centri per la Famiglia a Matera, Potenza e a Valsinni – in modalità remota – alcune attività di supporto, sia per i bambini che per le famiglie, per assicurare innanzitutto la percezione di una “prossimità” che, in questo momento, ha un valore molto prezioso”.

Nel merito, sono state messe a disposizione alcune proposte integrative, che prevedono consulenze individuali in remoto con pedagogisti e psicologi, “spazi famiglia” di gruppo programmati settimanalmente per rispondere alle domande dei genitori, condividere stati d’animo, dubbi, paure e per trattare temi specifici che coinvolgono le famiglie con figli nella fascia di età 0-6 anni, che si trovano a fare i conti anche con nuove responsabilità “didattiche”, che vanno oltre il normale ruolo genitoriale. Inoltre, sono stati programmati incontri formativi e divulgativi riservati al personale educativo dei Centri Famiglia, che prevedono la compresenza pedagogisti e psicologi

“In questo momento così complesso – ha concluso Petronella – siamo di fronte a scenari in costante mutamento che ci chiamano ad assicurare, anche con strumenti e modalità innovative, quella “continuità” con i bambini e con il loro ambiente familiare, per dare senso all’idea di una comunità educante partecipata. Gli strumenti di didattica a distanza e le proposte educative extra curricolari, pertanto, rappresentano un modo per consolidare l’alleanza con la famiglia anche fuori dal tempo e dallo spazio scolastico, perché il “progetto educativo” rappresenta una responsabilità che non ricade solo sulle spalle della scuola, ma necessariamente implica una partecipazione consapevole di una “comunità educante”, in linea con l’auspicata definizione istituzionale di una Alleanza Educativa Regionale”.

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