Liliana Segre ai ragazzi di Valori in Circolo: “siete voi la speranza”

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Sotto quella neve sono morte milioni di persone”. Inizia così il commovente racconto di Liliana Segre, testimone della Shoah, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. Come ogni anno, la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato un incontro presso il Memoriale della Shoah, insieme alla Comunità Ebraica, in occasione dell’anniversario della deportazione degli Ebrei di Milano. Tra il pubblico, numerosi liceali coinvolti nel progetto Valori in Circolo, progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del fondo per la lotta alla povertà educativa minorile.

Solitamente svolto il 30 gennaio, l’incontro è stato rimandato al 6 febbraio, per permettere a Liliana Segre di votare per il Presidente della Repubblica; se però il 30 gennaio fu per la bambina di allora una giornata terribile, il 6 febbraio 1944 fu anche peggio. Quel giorno infatti, il convoglio partito da Milano arrivò a destinazione: “mi ricordo tutto” – afferma – scendere a bastonate dal treno, diventare un numero, lasciare per sempre la mano di mio padre». La sera del 6 febbraio «ero già stata tatuata e vestita a righe. Rinchiusa nella baracca, guardavo fuori da una finestra piccolissima: si vedeva nevicare e niente altro”.

Ad ascoltarla c’è anche Alpha, un giovane rifugiato venuto dalla Libia che fino a poco tempo fa non sapeva nulla della Shoah, ma che ora, dopo aver passato molte notti al freddo delle vie attorno alla Stazione centrale, si rende utile come volontario con la Comunità di Sant’Egidio. Come lui, però, ancora tanti non sanno nulla della Shoah, mentre continua a crescere l’odio, antisemita ma non solo: “sono stata minacciata di morte per essermi vaccinata” – rivela infatti Segre. Non è cambiato molto da quando è stata deportata, afferma la testimone, che vive da alcuni anni sotto scorta. Segre, però, nutre ancora speranza, che al Memoriale della Shoah è rappresentata dai giovani presenti, che abbraccia uno ad uno: tra questi, i ragazzi che compongono il coro, studenti del Liceo Carducci, scuola partner di Valori in Circolo. Non dobbiamo essere indifferenti” – aggiungono poi i Giovani per la Pace, mentre il Ministro Bianchi, che interviene da remoto, afferma che “la memoria è un dovere della scuola“. Un dovere come quello che hanno i giovani di impegnarsi perché tragedie del genere non si ripetano più.

 

 

 

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