Il Progetto

Realizzato nell’ambito dell’Iniziativa Aree Terremotate, il progetto multidisciplinare “RAdiCI” incrementa l’offerta educativa e culturale in 17 Comuni d’Abruzzo colpiti dal sisma: una trama di percorsi ed opportunità per bambine e bambini, ragazze e ragazzi, e famiglie.

 

La parola “radici” richiama il bisogno primario dell’essere umano di sentirsi parte di qualcosa in cui si riconosce; è metafora del nutrimento che la comunità offre alle nuove generazioni affinché la crescita sia un percorso equilibrato, consapevole e ricco di stimoli.

Nei 17 Comuni delle province di Teramo e Pescara colpiti dal sisma, il progetto “RAdiCI” vuole garantire ai bambini e ai ragazzi l’accesso ad un’offerta formativa e culturale qualitativamente elevata, affinché il luogo di provenienza costituisca una risorsa e non un limite. Vuole promuovere, nella convinzione che il contrasto alla povertà educativa possa avvenire solo attraverso un’accresciuta consapevolezza di tutta la comunità, un patto educativo territoriale che coinvolga famiglie, Scuole e Istituzioni.

Fino a giugno 2020, “RAdiCI” offre un ventaglio ampio e differenziato di opportunità, tutte gratuite: laboratori di musica, teatro, cinema e arte visiva, letture, esperienze legate alla tradizione agro-pastorale, all’autoproduzione e all’artigianato, percorsi di riscoperta dei patrimoni naturali e culturali del territorio e servizi di consulenza psico-pedagogica.

In uno spazio immateriale diffuso che include le aree interne e offre ascolto alle fragilità sociali, le attività stimolano e supportano il ruolo genitoriale e realizzano occasioni d’incontro tra generazioni e culture diverse, affinché le “radici” non diventino lo specchio di un’identità da contrapporre alle altre, ma lo spazio simbolico in cui riconoscere la diversità come fonte d’arricchimento.

 

Le azioni

Dalla costruzione degli strumenti musicali tradizionali alla creazione dell’Orchestra Popolare del Gran Sasso
Per recuperare e promuovere la musica di tradizione orale, patrimonio collettivo che le comunità hanno trasmesso per secoli ma che oggi si conserva solo nella memoria negli anziani, si costituisce un’orchestra popolare, intergenerazionale e multietnica, affiancata da un coro di voci maschili e femminili. A questo scopo vengono attivati corsi di musica e canto, destinati ai ragazzi tra gli 11 e i 18 anni ma aperti anche agli adulti. E nelle botteghe della Valle Siciliana e di Farindola, dove si pratica ancora l’antica liuteria artigianale, i giovani tra i 14 e i 18 anni possono imparare a costruire gli strumenti musicali e conoscere i segreti di un mestiere che rischia di essere dimenticato.

Trame visibili: verso la costruzione di una comunità educante
Attraverso una rete di corresponsabilità ed elaborazione condivisa che include Famiglie, Scuola e Territorio, si promuove la cultura dell’infanzia in città e nelle aree montane, offrendo opportunità formative ed esperienziali per bambini, ragazzi e adulti e occasioni di relazioni positive e integrazione nella comunità. A Teramo, i percorsi educativi utilizzano il massaggio come esperienza di profondo contatto affettivo tra genitori e figli, la fotografia e il cinema come strumenti di espressione e indagine sulla città. A Torricella, Civitella, Valle Castellana, Rocca S. Maria e Cortino si sostiene la creazione di biblioteche e si promuove la narrativa di qualità con letture e laboratori per fasce d’età differenziate.

Arte a scuola. I linguaggi contemporanei visti da vicino
Quattro opere d’arte lasciano il proprio contesto abituale, la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso, per raggiungere la scuola primaria: un’azione “ad alto contatto artistico” che propone attività esperienziali capaci di stimolare la creatività e, nel contempo, mutare l’atteggiamento di fronte al modo di concepire il museo. Grazie a un approccio coinvolgente, gli alunni delle classi quarte e quinte si accostano alle ricerche artistiche più recenti – alcuni per la prima volta – e ne comprendono il linguaggio. A conclusione del percorso visitano la Fondazione e, nelle vesti di “piccole guide museali”, illustrano ai genitori le opere della collezione.

L’occhio del luogo. Laboratori di cinema per scoprire la realtà
Il cinema diventa terreno di scoperta, di “gioco”, di confronto tra adolescenti, adulti ed esperti del settore. I ragazzi tra gli 11 e 14 anni sperimentano un approccio rigoroso al linguaggio audiovisivo ed esprimono, cellulare o telecamera alla mano, il proprio punto di vista sulla realtà che li circonda. Il percorso laboratoriale attraversa fondamentalmente due fasi: “Dove vivo” – descrivere la realtà con una singola inquadratura alla maniera dei fratelli Lumière, “Chi sono, chi ero” – raccontare la comunità attraverso l’intervista audiovisiva. A conclusione del lavoro verrà realizzato un documentario la cui visione offrirà all’intera collettività lo stimolo per riflettere sul rapporto tra noi stessi e la società in cui viviamo.

Storie in valigia. Laboratori per il dialogo tra le culture
Il racconto, la musica e la narrativa diventano strumenti di conoscenza e inclusione, per costruire relazioni solidali tra ragazzi, famiglie e gruppi sociali. I bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria realizzano spettacoli teatrali, un libro illustrato e un audiolibro partendo dalle storie, le favole e le canzoni che i genitori e i nonni, italiani e di altre nazionalità, hanno raccontato e cantato a scuola. Agli studenti degli Istituti Superiori è invece destinato un percorso sulla “letteratura della migrazione”: attraverso l’incontro con autori stranieri che vivono nel nostro Paese, si confrontano con le pagine di narrativa che raccontano l’intreccio tra culture diverse.

Creativa. Laboratori di pedagogia teatrale ed artistica
I laboratori teatrali e artistici sono stati pensati per migliorare le competenze comunicative degli adolescenti e dei giovani e, allo stesso tempo, sono in grado di sviluppare la creatività e la consapevolezza di sé. Le esperienze di gruppo costruiscono una rete di relazioni sociali tra i partecipanti protagonisti dell’azione drammatica e artistica. Attraverso il linguaggio del teatro e l’adozione di una metodologia integrata si promuove l’ascolto e la crescita delle intelligenze multiple con attività basate sull’autoritratto per scoprire se stessi, la costruzione e la drammatizzazione della maschera, il gioco dei ruoli per educare al rispetto della diversità e reagire alla sfida del cambiamento.

Abitare la natura. Avventure nel Parco alla scoperta della mondo delle acque e della biodiversità
Le proposte formative della Scuola Verde ruotano intorno all’impronta ecologica e alle nuove sfide per i cittadini del terzo millennio. Le attività laboratoriali avvicinano i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze alle foreste incontaminate e al paesaggio del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga, promuovendo la conoscenza e il rispetto degli ecosistemi naturali, della biodiversità e della cultura delle genti. Attraverso le metodologie della ricerca-azione, della multisensorialità e dell’imparare facendo, la relazione con l’ambiente diventa un viaggio di scoperta che stimola la curiosità e attiva il campo emozionale, sviluppando il senso di appartenenza alla comunità e al mondo della natura.

A.P.E. Aula Permanente di Ecopedagogia nel bosco
L’Aula Permanente di Ecopedagogia nel bosco è un luogo all’aperto tra boschi e campi a pochi km da Teramo, ma anche uno spazio immateriale, un percorso culturale e pedagogico che riconosce nel rapporto con la natura la risposta a un’esigenza fisiologica primaria, funzionale al corretto sviluppo della persona. In tutte le stagioni dell’anno, l’azione propone esperienze di vita contadina per bambine e bambini di tutte le età e le loro famiglie. Attraverso l’esperienza diretta del fare, si impara a conoscere il ciclo delle stagioni e le pratiche di produzione agraria sostenibile, in una dimensione che favorisce autonomia, responsabilità e dinamiche relazionali cooperative.

Noi al centro. Servizi psicopedagogici e percorsi educativi
La persona, con i suoi bisogni, le sue emozioni e il suo vissuto, è “al centro” delle iniziative realizzate a San Nicolò e Tordino e Sant’Atto, quartieri periferici di Teramo: alle famiglie si offrono servizi psicopedagogici; ai bambini e ai ragazzi attività formative che stimolano l’intelligenza emotiva, la consapevolezza di sé e le competenze relazionali. Gli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado “Giovanni XIII” possono seguire un percorso di supporto per le scelte scolastiche e della vita e accedere a uno sportello di orientamento e ascolto aperto anche a genitori e docenti. I bambini da 6 a 10 anni possono invece frequentare “La scatola delle emozioni”, un laboratorio educativo e creativo in orario extrascolastico.

Radici

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