Panthakù ricomincia dai bilanci, con il cuore rivolto ai ragazzi
di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini
Il 25 ottobre riprendono le attività in presenza a Salerno, Castellammare di Stabia e Santa Maria Capua Vetere
Ricominciare, partendo dall’analisi del lavoro svolto. No. Non è un semplice bilancio quello che ha inaugurato “I Mercoledì di Panthakù”, quanto piuttosto un confronto tra due delle principali anime del progetto teso a scongiurare la povertà educativa e a scovare i talenti nascosti in ogni ragazzo.
Moderato dalla giornalista Concita De Luca, il dialogo ha visto protagoniste Antonella Spadafora, referente di Ai.Bi Associazione Amici dei Bambini e Gabriella Monetta della Fondazione Carisal, che hanno ricordato le origini di un percorso avviato a settembre 2018 grazie al progetto “Panthakù. Educare dappertutto”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che proseguirà per ancora un anno.
Si ricomincia con le attività, questa volta finalmente in presenza, il 25 ottobre. E 25 saranno ancora una volta i partner coinvolti sui tre territori (Salerno, Santa Maria Capua Vetere e Castellammare di Stabia). Venticinque è un numero fortemente simbolico, rappresenta un quarto di secolo, ma secondo la numerologia è anche la cifra che indica saggezza, diplomazia e curiosità. Tre caratteristiche che hanno fatto di Panthakù un progetto vincente. A confermarlo sono i dati del monitoraggio svolto dalla Fondazione Carisal con il prezioso supporto di Human Foundation, attraverso interviste ai dirigenti scolastici coinvolti e questionari forniti a studenti e insegnanti.
I primi si sono trovati concordi sul certificare la forza educativa di Panthakù, la sua capacità, attraverso l’eterogeneità della proposta, di creare interesse e perfino di agevolare i minori nella scelta del percorso scolastico da seguire. I prof, invece, sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla possibilità di potenziare il proprio ruolo educativo e soprattutto di aver implementato la capacità di riconoscere i bisogni dei loro alunni, stabilendo relazioni più intense e profonde anche attraverso l’ausilio della metodologia dei Lego, che attraverso il gioco ha unito generazioni solo apparentemente distanti. I ragazzi, invece, oltre ad appassionarsi, ne hanno guadagnato in autonomia, approcciandosi con minori difficoltà all’universo degli adulti.
E tutto ciò è accaduto nonostante la pandemia, che, come ha spiegato Antonella Spadafora, “sembrava un ostacolo insormontabile. Invece anche questo scoglio è servito a farci crescere insieme. Noi abbiamo deciso di non abbandonare il percorso e gli stessi studenti ci hanno chiesto di non farlo. Seppure on line, tutto si è svolto nel migliore dei modi e posso dire con orgoglio che Panthakù si è fatto spuntare le gambe e i piedi per correre ancora più veloce”.
Ora non resta che attendere la nuova fase, quella più delicata “che necessita della collaborazione sempre maggiore delle famiglie – ha spiegato Gabriella Monetta – La nostra idea più ambiziosa è quella di costruire una comunità educante per ogni territorio, alla quale lasciare il testimone del lavoro finora svolto, affinché nulla vada perduto e si possa continuare a dialogare tra ragazzi, famiglie e scuole in un circuito virtuoso di buone pratiche”.
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