Panthaku’.com e capacity building: così la comunicazione diventa inclusiva

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Elena Salzano, per la Fondazione Carisal, è stata protagonista di una giornata di formazione del progetto con capofila Ai.Bi.

 

Sull’importanza della comunicazione sono tutti d’accordo, così come sulla necessità di sfruttare le sue infinite possibilità per migliorarsi e migliorare ciò che ci circonda.

Ecco perché, nell’ambito del cartellone di attività di “Panthaku’.com”, il progetto con capofila Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, si sono tenuti tre cicli formativi incentrati sulla capacity building e dedicata al terzo settore, organizzati dai partner Associazione Vela e Fondazione Carisal: il primo destinato ai partner di progetto, gli altri due a gruppi diversi di enti sul territorio.

Ad incontrare la platea, anche Elena Salzano CEO di InCoerenze, come esperto chiamato dalla Fondazione Carisal. La capacity building è l’investimento di tempo e risorse per migliorare i risultati di un’organizzazione attraverso la costruzione delle capacità, svolgendo tutte le attività necessarie per portare l’organizzazione stessa a un livello più alto in termini di maturità operativa, programmatica, finanziaria e organizzativa. “L’obiettivo era quello di capire come costruire competenze che potessero tornare utili per il terzo settore – racconta Salzano – L’incontro condotto da me durante il primo ciclo, è stato incentrato sui canali tradizionali e su quelli social della comunicazione delle associazioni e sul rafforzamento della rete delle associazioni. L’incontro del secondo ciclo è stato dedicato ai contenuti e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare contenuti, mentre l’incontro del terzo ciclo ha affrontato la necessità di inserire nella comunicazione dei richiami specificamente dedicati ai disabili”.

Quest’ultimo aspetto, legato alla disabilità, in particolare per quanto riguarda il deficit uditivo, è stato analizzato e studiato, grazie alla presenza, tra le associazioni partecipanti al terzo ciclo, dell’Ente Nazionale Sordi di Salerno, andando a confrontare le regole della comunicazione con i principi dell’inclusione, arrivando poi ad individuare strumenti molto semplici per rendere il messaggio efficace e capace di raggiungere una platea il più eterogenea possibile. Il confronto è stato decisamente proficuo ed emozionante, sottolinea Elena Salzano, che ha alle spalle un lungo percorso formativo e da questa esperienza è nata una proposta: “Credo che sarebbe utile inserire in questi progetti almeno un’ora di apprendimento della lingua dei segni perché il linguaggio che è appunto uno dei primi approcci verso la comunicazione, non diventi divisivo ma anzi inclusivo a partire dai giovanissimi che sono poi gli attori protagonisti delle iniziative messe in campo con così grande cura da Panthakù”.

Partner ed enti dei tre cicli sono stati felici di aver potuto implementare le loro skill e di aver attinto da una professionista del settore una serie di “segreti del mestiere” finalizzati ad avere un approccio più incisivo sia per la gestione delle reti relazionali interne che per quelle esterne.

 

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