I 3 capisaldi della relazione educativa

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Lo scopo principale progetto Napul è – La Banda della Via Pal consiste nel contrastare la povertà educativa che colpisce la maggioranza dei bambini presi in carico. Tale mission viene perseguita adottando come prospettive cardine dell’intervento educativo due fondamentali approcci teorici:

La teoria dell’attaccamento

J. Bowlby intuì che l’attaccamento riveste un ruolo centrale nelle relazioni tra gli esseri umani. Egli dimostrò come lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento ad una figura di riferimento ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo appropriato:  tale legame si fonda sul riconoscimento delle emozioni e non sulla semplice risposta ai bisogni primari.

Qualora si riesca ad instaurare un attaccamento di tipo “sicuro” tra il bambino e la figura di riferimento che gli trasmetta senso di sicurezza, protezione ed affetto, il bambino poi riuscirà a mantenere tranquillità e sicurezza anche in un ambito sconosciuto in assenza della figura di riferimento. La costruzione di legami emotivamente sicuri permette di instaurare a sua volta altre relazioni positive e di riuscire ad affrontare le situazioni di conflitto e le avversità.

Approccio ecologico

Bronfenbrenner (Ecologia dello sviluppo Umano, 2002) amplia la teoria sistemico relazionale e sostiene l’interazione tra condizioni interne ed esterne nei processi di sviluppo personale e sociale: lo sviluppo di un individuo non dipende esclusivamente dalle esperienze dirette vissute dallo stesso, ma dalla sua interazione con diversi livelli dell’ambiente esterno, considerati come cerchi concentrici inglobati uno dentro l’altro. Il più piccolo è il microsistema di cui sono un esempio la famiglia, la scuola, il gruppo di pari, mentre il più grande è il macrosistema, rappresentato dal sistema di credenze, schemi, stili di vita caratteristici di un certo gruppo sociale.

Basandoci su questi suddetti approcci teorici, l’intervento educativo si fonda sullo sviluppo:

  • della resilienza, come strumento indispensabile per scardinare il circolo vizioso tra povertà educativa e povertà economica. Come afferma Malaguti (Ecologia sociale e umana e resilienza: processi e percorsi inclusivi nella scuola di oggi, 2010), per sostenere percorsi di resilienza nei bambini bisogna offrire degli spazi dove possano ricevere stimoli adeguati per la propria crescita culturale, attraverso attività educative, dove trascorrere il tempo tra pari e con adulti, mettendo in gioco la propria creatività e sperimentando i propri talenti.
  • ascolto attivo, come “metodo” principale per entrare in contatto con il dis-agio del bambino e diventare insieme il costruttore di una situazione di agio; l’operatore aiuta ad ascoltare il proprio Sé, a riconoscere le proprie emozioni, a dargli un nome e a esprimerle in maniera differente. Alla base c’è un lavoro sulla fiducia in sé stessi, negli altri e sul riconoscimento delle proprie competenze.

I 3 capisaldi della relazione educativa sono:

  • congruenza: capacità dell’educatore di essere consapevole e di saper gestire i propri sentimenti ed emozioni che emergono inevitabilmente nella relazione con l’altro senza negarli o distorcerli;
  • accettazione positiva: rispetto per la persona che deve essere riconosciuta come unica ed originale nella sua complessità sia con i propri difetti che con i propri pregi;
  • empatia: la capacità di immedesimarsi nella condizione altrui per ottenere una comprensione autentica.

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