Aperitivo letterario “Malinverno”
di famigliaperlefamiglie
volano.
Il 16 gennaio ci siamo fatti ancora una volta accogliere e coccolare dal nostro salotto con
affaccio sull’anfiteatro, dalla bellezza che la Fondazione Famiglie per la Famiglia
promuove in ogni sua forma, che trasforma un incontro in esperienza sensoriale: c’è il
calore della splendida sala Guardini, il piacere di incontrarsi ed incontrare nuove persone,
il sapore del calice di vino, le vibrazioni dei nostri tre ospiti che ci raccontano e ci
trasportano in mondi pieni di storie, di persone , di sentimenti.
Si parte da un titolo che affascina MALINVERNO (D. Dara), da una copertina che attrae:
una sposa con un abito che scolora…
Siamo a Timpanara il paese che ospita la più grande cartiera della regione. Accanto alla
cartiera sorge il maceratoio dove ogni giorno vengono accatastati libri e riviste. Quando il
vento soffia si liberano nell’aria pagine di libri che si appoggiano ovunque, sui davanzali
delle case, lungo le strade. Gli operai della cartiera spesso leggono spezzoni di storie
mentre attendono le varie fasi delle lavorazioni, si mettono in tasca questi sogni e cosi, in
questo paese, al bar senti intercalare nei discorsi quotidiani frasi tratte dai grandi classici, i
nuovi nati sono chiamati con nomi dei personaggi delle mille storie che lette a brandelli
diventano tutt’uno con la realtà del paese.
Anche il protagonista del romanzo ha un nome particolare ASTOLFO, e anche lui sembra
volare sulla luna.
Bibliotecario, si prende cura e sistema con ordine libri nuovi e libri recuperati dal
maceratoio. Particolare il suo modo di leggere la realtà attraverso gli occhi della fantasia,
pone un riguardo particolare alla morte dei personaggi che incontra nei romanzi: ne
riscrive i contorni e corona il tutto con la pubblicazione di un necrologio, perché le morti
devono essere belle…
La sua vita scorre tranquilla e solitaria, si porta dentro il suo dolore e per strada la sua
zoppia.
Al suo impiego di bibliotecario si aggiunge nel tempo il compito di guardiano del cimitero.
Spaventato da questo nuovo incarico si accorge presto che esiste un legame profondo tra
il suo mondo dei libri e il luogo del riposo. Porta il suo ordine, redige un regolamento
cimiteriale al quale aggiunge giorno dopo giorno eccezioni ed attenzioni, arrivando a
celebrare un matrimonio tra Margherita giovanissima ragazza e il suo fidanzato che ha
trovato la morte in un incidente; seppellisce i libri irrimediabilmente rovinati, creando uno
spazio nel cimitero a loro dedicato.
Vagando per i vialetti del cimitero troverà una lapide con una fotografia di una donna
bellissima, non ci sono date a ricordare il suo passaggio sulla terra, nemmeno un nome.
Sulla tomba qualcuno posa un cardo e Astolfo inizia ad immaginare la storia di questa
donna, le attribuisce un nome Emma, e si innamorerà di questa misteriosa presenza.
Fino al giorno in cui davanti a questa tomba apparirà una donna uguale per bellezza alla
donna ritratta. Questa figura è reale e per la prima volta Astolfo si prende cura,
promettendo di farlo per sempre, e sempre per la prima volta si innamora davvero. E’ un
amore reale, non sognato o immaginato. Il suo nome è Ofelia.
“Che noi non siamo quello che abbiamo vissuto: siamo quello che abbiamo
pensato, immaginato, sperato, desiderato, dimenticato. Che l’universo mai saprà ciò
che davvero é stata la nostra esistenza silenziosa e clandestina, nessuno mai
conoscerà i nostri viaggi segreti, i nostri amori immaginati, le nostre centinaia di
vite racchiuse negli infiniti universi di un neurone”
C’è molto di più in questo splendido romanzo, una lettura coinvolgente che racconta con
delicatezza di letteratura, di vita, di dolore, di morti e di sogni.
Il progetto Gener-Azioni è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
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