“Essere all’altezza” del contrasto alla povertà educativa. Ne parla Laura Parenti, responsabile del progetto

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“Essere all’altezza” è un progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa minori­le.

Il fondo, nato da un’intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum nazionale del Ter­zo Settore e il Governo, sostiene interventi finalizzati a ri­muovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

A parlarne è Laura Parenti, responsabile del progetto “Essere all’altezza”.

In cosa consiste “Essere all’altezza”?

Nel 2020 Proges ha presentato il progetto “Essere all’altezza” all’interno del bando “Comincio da zero” promosso da impresa sociale “Con i Bambini”. L’obiettivo del fondo è il contrasto della povertà educativa minorile per implementare e potenziare l’offerta di servizi educativi e di cura per la prima infanzia nei territori in cui si registra maggiore necessità.

Proges ha partecipato al bando in partnership con soggetti del terzo settore quali Consorzio Fantasia, Seneca impresa sociale e Tutti per Uno; ci sono poi nove Comuni della provincia di Parma ubicati in pedemontana e montana (Lesignano de’ Bagni, Corniglio, Tizzano Val Parma, Neviano degli Arduini, Fornovo, Medesano, Varano de’ Melegari, Borgotaro Val di Taro, Bedonia, Fornovo di Taro), l’ASP Rossi Sidoli e Digilan.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento complessivo di 920.000 euro ed è stato avviato il 18 luglio 2022 con durata triennale. “Essere all’altezza” intende sostenere la qualificazione e il potenziamento dei servizi 03 anni nei Comuni partner attraverso nuovi servizi aggiuntivi, diversificando l’offerta delle proposte alle famiglie, migliorando l’accessibilità, investendo sulla formazione del personale.

La ricognizione dei bisogni sul territorio, la co-progettazione dei servizi offerti, l’ingaggio delle famiglie, il raccordo con la Comunità educante e i servizi territoriali avverranno grazie alle figure del referente di progetto, del coordinatore pedagogico, di due community manager e due case manager.

Esattamente cosa si intende per povertà educativa?

La povertà educativa è la condizione in cui il minore si trova nell’impossibilità di apprendere, sperimentare capacità, talenti e aspirazioni; ciò determina una disuguaglianza di competenze e conoscenze. La povertà educativa non è solo legata alle cattive condizioni economiche, ma investe anche la dimensione emotiva, quelle della socialità e della capacità di relazionarsi con il mondo. Diventa quindi fondamentale supportare le famiglie nei compiti di cura e sostenere la loro partecipazione attiva alla Comunità per rispondere a un bisogno di socialità, vicinanza, crescita.

Nella pratica in cosa si concretizza il progetto “Essere all’altezza”?

“Essere all’altezza” promuove e realizza diverse tipologie di azioni: azioni di nido hub, come la realizzazione di “spazi famiglie” all’interno dei nidi per bambini e genitori supportati da una figura educativa; attivazione di prolungamento dell’orario dei nidi per accogliere bambini non iscritti ai servizi da estendere alla fascia 3/6 anni; implementazione di servizi per famiglie con bambini nel primo anno di vita offrendo opportunità di incontro, scambio, consulenza, con il coinvolgimento del Centro per le famiglie, esperti e collaboratori esterni; attività corsuali, laboratori, atelier rivolti a tutte le famiglie del territorio, anche durante il periodo estivo; servizi di trasporto per le famiglie impossibilitate a raggiungere autonomamente le strutture; percorsi formativi per le figure di sistema e il personale dei servizi educativi; fondi per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni dei servizi educativi e per l’acquisto di attrezzature informatiche.

A ciò si aggiungono azioni di comunità, ovvero eventi che si configurano come “sollecitazioni culturali” per costruire legami, coesione sociale e identità culturale verso l’infanzia e i più piccoli, e azioni di rete come quella del Comitato di progetto, luogo di incontro tra i referenti della partnership, che ha una funzione di sviluppo e definizione delle principali direzioni degli interventi da realizzare.

Il lavoro delle figure di sistema che costruiscono le reti e le relazioni tra soggetti, enti e servizi è finalizzato a innalzare il benessere e la qualità dell’offerta.

Ci saranno infine la rendicontazione finanziaria e narrativa delle azioni svolte e tutto ciò che ruota attorno alla comunicazione del progetto.

Dove esiste un servizio educativo esiste la possibilità di rimanere in un territorio periferico, anche di montagna. Quanto c’è di vero in questa affermazione?

Negli ultimi anni la regione Emilia Romagna sta promuovendo bandi a favore delle giovani coppie per creare sempre di più le condizioni per attrarre e far rimanere le persone sui territori dell’appenino (fondi per l’acquisto di case e sostegno per attività economiche) e ha dichiarato la volontà di rendere i nidi gratuiti in tutti i territori montani entro la fine della legislatura.

In questa prospettiva diventa essenziale sviluppare progetti e iniziative che prevedano l’integrazione di tutti i servizi rivolti alla prima infanzia (servizi educativi, sanitari, sociali, culturali), coinvolgendo le Amministrazioni, i Distretti, le scuole e il Terzo settore in un’ottica di sinergia territoriale e co-progettazione.

Con la gestione di servizi educativi dei Comuni montani, Proges da anni si muove in questa direzione, cercando di progettare servizi capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie che scelgono di vivere in questi territori.

“Essere all’altezza” ha rinforzato e dato maggiori risorse ai Comuni e ai gestori per avvicinare le famiglie ai servizi educativi.

 

Cosa rimarrà sui territori al termine di questo progetto?

Tutto il progetto è pensato per innestare sul territorio azioni di implementazione e potenziamento dei servizi 03 che siano duraturi e per costruire una rete stabile tra soggetti, oltre che per dotare il territorio di forme di accordi e patti per la gestione dei servizi e per il sostegno delle famiglie al loro accesso.

Le reti che si stanno costruendo portano a un modo di lavorare prospettico e teso all’evoluzione del territorio.

Sarà necessario attivare forme di co-progettazione più avanzate tra Enti del Terzo Settore ed Enti pubblici al fine di rendere ancora più specifiche ed identitarie le azioni di progettazione e identificazione dello sviluppo territoriale.

A oggi si evidenzia l’efficacia della diversificazione delle proposte di potenziamento rispetto al servizio tradizionale di nido/scuola. Diverse famiglie, per scelta o perché in lista d’attesa per l’accesso ai servizi educativi, hanno apprezzato la proposta di servizi di potenziamento alternativi e più flessibili per favorire la socialità dei propri bambini, per far loro vivere esperienze di apprendimento e per avere spazi di scambio e condivisione per genitori.

Le attività potenziamento si sono diversificate a seconda dei bisogni che sono emersi durante le attività di ricognizione effettuate dalle community manager e case manager, che si rivelano figure di raccordo strategiche sul territorio.

All’interno di questi luoghi di scambio il team di progetto dovrà continuare ad avanzare proposte e cogliere opportunità per dare corpo e realizzazione alle azioni.

Cosa rimarrà nel “bagaglio” culturale e professionale di Proges?

Rimarrà lo sviluppo di una competenza diffusa sui progetti di comunità e di welfare riconosciuta sul territorio grazie all’operato delle figure di sistema e alla realizzazione di servizi innovativi, accessibili e flessibili.

Rimarrà la formazione di educatori sempre più consapevoli della funzione del nido nella società che si trasforma.

Questo progetto porterà i servizi educativi a pensarsi sempre di più come spazi aperti che agiscono in modo negoziato con il territorio, per svolgere un ruolo di collettore e di espansore della cultura infantile con la collaborazione di istituzioni, enti, esperti e famiglie.

“Essere all’altezza” prevede infine per Proges l’adozione di una Child Safeguarding Policy, un percorso di impegno della cooperativa nel prevenire e rispondere in modo appropriato ai rischi di abuso e maltrattamento sui minori.

(Intervista uscita su ProgesMag.it)

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