LA TEORIA DEI 1000 GIORNI

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La teoria dei 1000 giorni è una delle premesse fondamentali su cui si fonda il progetto Ecologia Integrale per i diritti dell’infanzia. Ma di cosa si tratta esattamente?

I primi 1000 giorni di vita di un bambino, che vanno dal primo giorno di gravidanza al raggiungimento dei due anni d’età, rappresentano una fase estremamente importante per la sua crescita e sviluppo. La teoria dei 1000 giorni focalizza la propria attenzione su questo delicatissimo periodo, considerandolo un’unica fase di sviluppo, in contrasto con il diffuso desiderio di classificazione e compartimentalizzazione dei fenomeni (caratteristico del pensiero scientifico moderno) che ha separato nettamente la gravidanza, la nascita, la crescita e lo sviluppo successivo, sino all’invecchiamento, con competenze e conoscenze separate tra di loro.

Tutti i sistemi biologici degli esseri viventi sono caratterizzati da una plasticità innata, che raggiunge il suo picco durante le prime fasi di vita, un’attitudine a modificare la funzionalità dei propri organi per adattarsi in maniera adeguata ad un ambiente in continua evoluzione. Nel caso di un neonato il primo ambiente a cui adattarsi è rappresentato dalla madre che durante la gravidanza lo porta in grembo e gli fornisce uno spazio sicuro in cui svilupparsi. Le esperienze sensoriali, emotive, ambientali, alimentari o, in senso più ampio, gli stili di vita della madre danno continuamente al feto i segnali fondamentali per il suo corretto sviluppo. In particolare, secondo gli studi più recenti piccole modifiche del programma di crescita possono generare le basi per malattie che si potranno manifestare nell’età adulta o addirittura in vecchiaia.

L’obiettivo è quindi capire come si può ottenere una buona qualità della vita della madre e del bambino durante i suoi primi 1000 giorni. Focalizzandosi sulle primissime fasi di sviluppo dell’individuo, dove la prevenzione delle patologie è più efficace, si sta sviluppando un modello di assistenza innovativo e personalizzato attraverso l’integrazione di attività di educazione e formazione personalizzata e lo sviluppo di programmi di valutazione clinico-molecolare dell’individuo. L’approccio si presenta come innovativo e originale, con una visione olistica dei determinanti bio-psico-socio-economici delle malattie croniche. Questo rappresenta inoltre un tracciato sul quale impostare il cambiamento nella gestione della salute e del benessere pubblico.

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