Il mondo è la nostra casa : un pomeriggio all’insegna della multiculturalità allo Youth Center di Gela

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“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Art 3, Costituzione Italiana)

Da queste parole è partita la riflessione del pomeriggio del 29 gennaio allo Youth Center di Gela. Un pomeriggio che ha avuto come tema centrale la multiculturalità e l’interazione tra culture. Viaggiare, migrare, muoversi sono impulsi insiti nel genere umano. Da sempre i popoli hanno intrapreso grandi peregrinazioni per migliorare la propria condizione sociale, per assicurarsi un futuro. Un punto fermo nella nostra discussione: non esiste nessuna invasione, non esistono nemici, non esistono tabù. Il mondo è la nostra casa e se non ci piace dove ci troviamo dobbiamo muoverci, perchè non siamo alberi ma esseri umani.

Valentina Strazzante, la formatrice di Giosef Enna, ha presentato ai giovani cittadini gelesi il progetto Sprar-Siproimi di Villarosa gestito dalla Cooperativa Azione Sociale di Caccamo. Ridare vita a spazi abbandonati, sostenere le famiglie bisognose e promuovere la coltivazione di prodotti a chilometro zero attraverso la collaborazione tra rifugiati e cittadini, questi sono i valori del progetto Villarosa.

Abbiamo avuto il piacere di trascorrere il pomeriggio in compagnia di Ismaila, Cisse e Aliou, tre ragazzi provenienti rispettivamente da Gambia, Senegal e Costa D’Avorio che oggi vivono a Villarosa , in una struttura confiscata alla Mafia. Restituire decoro ad edifici che nella vita precedente erano teatro di affarri criminosi o erano stati abbaondati e chiusi per troppo tempo: anche questo accomuna il nostro progetto con quello della Cooperativa Azione Sociale ed in questi valori non ci riconosciamo e ci identifichiamo.  Tutti insieme abbiamo cercato i simboli di questa storia comune: un mappamondo, uno zaino, la banidera della pace. Abbiamo tirato fuori tutta la creatività possibile per creare delle piccole opere artistiche certi di una sola cosa: esiste solamente una razza ed è quella umana. 

Il pomeriggio si è concluso con una videochiamata a Francesco Bonsi, coordinatore del progetto Cucina Migrante direttamente da San Diego in California. Favorire l’inclusione sociale e lavorativa attraverso la cucina e dimostrare la bellezza dello scambio interculturale: queste le finalità di “In cammino… catering migrante” e “M’AMA FOOD – catering dal mondo”, due progetti italiani a favore dell’integrazione di richiedenti asilo e rifugiati provenienti da paesi di tutto il mondo.  Esistono contesti, infatti, in cui i limiti linguistici possono essere abbattuti e dove la diversità diventa ricchezza: uno di questi è proprio la cucina, quell’insieme di tradizioni legate al cibo che rappresenta un popolo nel momento di massima condivisione e convivialità.

In un momento storico come quello in cui ci troviamo, in cui odio e paura rischiano di cancellare ogni atto di accettazione e accoglienza dell’altro, “In cammino… catering migrante” e “M’AMA FOOD – catering dal mondo” rappresentano due esempi di integrazione che restituiscono una nuova luce alla ricchezza della diversità e la bellezza dello scambio interculturale.  A partire dall’incontro tra tradizioni diverse, il cibo può infatti alimentare il nostro spirito di accoglienza e la cucina può finalmente diventare un semplice strumento di socializzazione, nonché un luogo di formazione in cui promuovere inclusione e condivisione.

 

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