Le riflessioni di mamma Alessandra, tra telefonate whatsapp e confidenze dopo gli incontri al Villaggio di Cervinara

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“Ho conosciuto il progetto di Un Villaggio per Crescere durante un incontro di Nati per Leggere a Cervinara.

Ho accompagnato mio figlio Andrea di 4 anni ai primi appuntamenti e ho avuto la fortuna di ritrovare anche vecchie amiche ora mamme come me. I laboratori artistici hanno subito appassionato Andrea, che in estate aveva conosciuto Alessandro e Claudia durante il laboratorio dedicato alle casette per gli uccellini. Un’estate intera con il naso all’insù per trovare uccellini senza casetta: “poverini” diceva Andrea.

Il Villaggio è stato il prolungamento di rapporti umani che, grazie a questa nuova comunità, si stanno fortificando.
Dopo i primi tre incontri è arrivato un novembre particolarmente piovoso e senza auto è stato difficile raggiungere il Villaggio.
Ai primi due appuntamenti Andrea è stato assente e, proprio in questa occasione ho scoperto il senso più profondo del Villaggio per Crescere.

Greta, una bambina di 6 anni incontrata al Villaggio, ci ha mandato un messaggio vocale “Andrea oggi vieni al Villaggio? Dobbiamo lavorare con tutte le foglie dell’autunno. Ti passiamo a prendere?”.

Conservo queste parole con affetto, mi hanno colpita particolarmente. Una comunità non indifferente, questo è il Villaggio. Questo momento è stato una rivelazione per me. Ho capito che in un Villaggio se qualcuno non fa rientro o manca per un po’ tutti si preoccupano e ti cercano, ti riportano dentro.

Per il mio bambino questo è importante, e sono felice di poter condividere questa dolce sensazione con lui.

Dopo quasi un mese e mezzo le nostre giornate casalinghe sono piene di ricordi legati alle esperienze fatte insieme al Villaggio, anche le nostre pareti di casa ospitano i segni di quello che abbiamo condiviso insieme lì, durante incontri e laboratori. Alla lettura condivisa ho potuto affiancare un’altra buona pratica che prima non sentivo di poter sostenere: “scopiazzando” la proposta del Villaggio abbiamo creato anche a casa un angolino per i laboratori. Quello che amo di più è Faccia a Faccia, quando con mio figlio mi siedo e ci dedichiamo un ritratto. Mi disegna sempre in maniera diversa, forse solo gli occhi restano gli stessi. Questa cosa mi piace.
Ci sto mettendo troppa poesia? Forse il volto, le orecchie, il naso li fa così perché solo così riesce per ora.
Forse sono proprio così, con il naso piatto e le orecchie una diversa dall’altra, con i capelli arruffati anche se me ne prendo cura. Sono così perché dalle mani e dalla fantasia di Andrea esco così.Non serve altro, va bene.

Questi sono due piccoli grandi regali che ho trovato al Villaggio, ci torneremo sempre. Ho la sensazione che troveremo tanto altro.

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