Le competenze chiave di cittadinanza ai tempi del coronavirus

di

TAPPA 10 _ 2020

a cura di Antonio D’Ercole, Associazione ALA Milano Onlus

 

Negli ultimi anni la scuola italiana si sta attrezzando in maniera sempre più efficace per adeguarsi alle normative europee (Raccomandazioni del Consiglio Europeo del 22 Maggio 2018) e ministeriali (D.M n.139 del 22 agosto 2007) in tema di apprendimento efficace e di opportunità educative per bambine e bambini, ragazze e ragazzi. L’intento comune è quello di favorire un cambiamento dell’istituzione scolastica da luogo prettamente deputato all’apprendimento di nozioni, teorie e metodologie a qualcosa di più ampio in cui studentesse e studenti possano apprendere e sperimentare anche le abilità di vita per diventare futuri cittadine e cittadini competenti e responsabili. In questa direzione vanno le indicazioni ministeriali volte a promuovere, insegnare, allenare e valutare negli studenti e nelle studentesse le 8 competenze chiave per la cittadinanza (imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare l’informazione). Nel nostro Paese è in atto un graduale processo di cambiamento della didattica sia per quanto riguarda i contenuti che la metodologia; la tradizionale lezione frontale sempre di più viene affiancata da altri stili e tecniche di insegnamento come i progetti di ricerca in team, le esperienze concrete di laboratorio, le simulazioni, i confronti e le discussioni con circle time, ecc. La scuola, quindi, ha il compito di promuove il sapere (conoscenza) e la sua applicazione nel contesto di vita: saper fare e saper essere (competenza).

L’arrivo della pandemia da Covid-19 ha forzatamente innescato un processo di cambiamento repentino, introducendo l’uso massiccio della didattica a distanza e delle tecnologie digitali. Tale cambiamento ha sicuramente affaticato molti insegnanti, alunni/e e famiglie alle prese con una nuova dimensione di fare scuola. In questo scenario che fine hanno fatto le competenze chiave di cittadinanza? Continuano ad avere una valenza in un contesto caratterizzato dal distanziamento fisico?

La sperimentazione e l’implementazione della didattica a distanza crediamo non precluda lo sviluppo di competenze. Prendiamo, ad esempio, la competenza comunicare: saper comprendere e rappresentare messaggi di vario genere (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di differente livello di complessità, trasmessi con linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico) mediante supporti di tipo cartaceo, informatico, multimediale. Come nelle lezioni tradizionali anche online è possibile promuovere con la classe una comunicazione che preveda l’utilizzo di messaggi e linguaggi di vario genere e di complessità diversa a seconda delle diverse materie di insegnamento. Un valore aggiunto della didattica online potrebbe essere quello di arricchire la video lezione con contenuti multimediali (foto da visionare, brevi video, ecc.) proposti simultaneamente alla spiegazione verbale dell’insegnante. Studentesse e studenti avrebbero così modo di apprendere ed allenare in maniera ancora più efficacia questa competenza, dovendo decodificare linguaggi diversi per comprendere i contenuti della lezione. Parallelamente la didattica a distanza può favorire la produzione di dispositivi comunicativi (testi scritti, grafici, slide, video, ecc.) che possono essere il risultato di consegne, esercizi o progetti di ricerca, allenando così la classe nell’espressione dei contenuti con messaggi e linguaggi diversificati e di diversa complessità.

 

Un’altra competenza che la didattica a distanza può sviluppare in maniera significativa è imparare ad imparare: saper organizzare il proprio apprendimento individuando, scegliendo e utilizzando varie fonti e modalità di informazione e di formazione (formale, non formale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro. Nel mese di marzo i nostri studenti e le nostre studentesse si sono visti catapultare, da un giorno all’altro, da un contesto di apprendimento fortemente organizzato (orari, contenuti, interrogazioni) coordinato e guidato dal corpo docenti ad un contesto completamente diverso in cui è lo studente/essa che deve rendersi il più possibile autonomo nel reperire le informazioni e i contenuti necessari al suo apprendimento. Questo nuovo modo di far scuola può quindi contribuire in maniera sostanziale a promuovere questa competenza; studentesse e studenti devono attivarsi per reperire gli orari delle lezioni online, recuperare materiali ed esercizi da svolgere dai registri elettronici e dai portali dedicati, produrre ed inviare con puntualità compiti, materiali ed esercizi richiesti dai docenti, cercare e organizzare informazioni dal web selezionando quelle più idonee a svolgere consegne e lavori, produrre autonomamente slide, tavole, disegni, ecc.

Anche le altre competenze chiave possono essere promosse attraverso la didattica online, perfino quelle relative alla collaborazione e partecipazione. Anche se fisicamente distanti studentesse e studenti possono lavorare in piccoli gruppi (stanze) per risolvere esercizi e problemi, cooperare per piccole attività di ricerca, costruire prodotti multimediali. Volendo è possibile strutturare veri e propri gruppi di discussione online grazie a portali come Mentimeter.com che permettono di effettuare brainstoriming e quiz con statistiche in tempo reale. I gruppi di discussione possono essere strutturati su temi didattici e culturali/educativi; sono particolarmente funzionali a sviluppare le competenze: collaborare e partecipare, comunicare e acquisire ed interpretare l’informazione (capacità critica), quest’ultima importantissima come fattore di protezione sociale.

Siamo giunti al termine di questo articolo sperando che giunga presto anche il termine di questa emergenza… il coronavirus ci sta obbligando a sperimentare una modalità di far scuola completamente nuova e sarà interessante capire, nel prossimo futuro, cosa ne resterà….

 

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E’ un’organizzazione laica senza scopo di lucro che dal 1996 promuove interventi nel contesto scolastico di educazione alla salute, prevenzione, lotta alla violenza e alle discriminazioni, contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica. Nell’ambito del progetto “Una scuola condivisa” è membro del Comitato Scientifico e si occupa di formazione e supervisione rivolte alla comunità educante.

 

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