Il mestiere del contadino – La via del Bosco

di

Scoprire l’arte e il mestiere del contadino.

Tornare a suola.
Tornarci dopo tanti anni e non per sedersi ai banchi.
Entro nell’istituto superiore ITCG “Enrico Fermi” di Pontedera ed è proprio come tornare indietro nel tempo: stesso odore, stesso brusio e la confusione del cambio dell’ora. A quei ricordi lontani in cui il nostro “mondo” iniziava e finiva all’interno della scuola. Tutto era relativo allo studio, ai laboratori, ai progetti … e in sostanza alla costruzione del nostro futuro. Eh si … mi sembra passata un’eternità mentre guardo e sorrido al gruppetto di ragazzi che ho davanti per il primo rientro scolastico del Progetto T.E.R.R.A.

Ragazzi, che mi superano in altezza, seduti agli ultimi banchi, con gli zaini davanti a chiacchierare con vocioni da uomini, a maniche corte con le finestre aperte nonostante sia fine Novembre. Mi ritrovo a sorridere tra me e me guardandoli. Faccio l’appello, più della metà sono assenti. Alcuni lo so già, non li incontrerò mai … . Cerco di memorizzare i nomi e di volta in volta cerco di riconoscerli.
Alla richiesta di mettere via il cellulare c’è un brusio … “sarà difficile” – penso “togliergli il cellulare di mano”. Passano alcune lezioni in cui cerchiamo con loro un equilibrio e discutiamo sul motivo per cui io e la mia collega Carla, siamo a scuola. Si parla di comunità educante, dispersione scolastica, officine, talenti… . Concetti che sembrano lontanissimi, difficilissimi da “acchiappare”, come palloncini riempiti di elio che volano via dalle mani dei bambini … ed in molti casi ci sembra chiaro che siano davvero ancora molto bambini. Piccini con nuovi equilibri e un connubio di emozioni che mal gestiscono.

Hanno tutti ferree convinzioni, sulla vita, sui soldi, sul cibo, sulla scuola, sulla vita … e basta un nulla, una semplice domanda fatta nel modo giusto, per fargli venire dubbi ed insicurezze … su quelle che sono le poche cose concrete che davvero hanno. Lavoriamo sulle parole, sui bisogni, sui “problemi” scolastici, sul perché si siano iscritti ad un istituto Agrario. “Per fare qualcosa di “pratico” ci dicono in coro.
Di lì è stato tutto in discesa, ed è stato davvero più semplice tentando di proporre qualcosa ce li facesse sentire legati al tema dell’OFFICINA proposta … il mestiere e l’arte del contadino.

I ragazzi hanno fatto la richiesta scritta al dirigente scolastico per l’attribuzione di un pezzo di terra; il progetto grafico che ognuno di loro ha presentato, con le coltivazioni da inserire. La stesura delle piante e il sopralluogo per l’inizio lavori. Dal primo piccolo gruppo, i ragazzi sono aumentati, pochi alla volta, ma si sono portati gli attrezzi, il cambio dei vestiti e il sorriso. Finalmente si sono messi a fare qualcosa che davvero li ha legati all’indirizzo agrario scelto. Ripulire dall’erba alta lo spazio delimitato, vangato la terra, sistemato gli alberi da frutto, pensato uno spazio per il bird-garden, parlato di biodiversità e preparato un semensaio, appreso i nomi latini/tecnici delle piante, imparato a legare con il “salce” le piante da frutto.

Tutti gli insegnanti sono stati molto collaborativi prendendosi a cuore questo progetto e l’intera classe, nello specifico la professoressa A. che si è calata nel ruolo, prendendo sul serio il mestiere di “contadino”. Ha seguito i ragazzi in tutte le fasi del progetto, in esterna ed in laboratorio. Li ha guidati anche quando noi a scuola non siamo state presenti, stimolandoli alla cooperazione e collaborazione, non sempre semplice.

 

2C Agraria – Agriturismo Menghino “La Via del Bosco”

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