Palermo città educativa dell’Unesco per il Giardino del dopo-Lampedusa

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Il sindaco Leoluca Orlando annuncia l’importante riconoscimento durante l’inaugurazione della struttura voluta dall’associazione Beyond Lampedusa per ampliare le opportunita di integrazione a favore dei minori non accompagnati

Palermo «città educativa» dell’Unesco. Nel senso, e ripetiamo: Palermo certificata come «città educativa» da parte dell’Unesco. Potrebbe non stupire se solo si pensa che appena nel XII secolo (800 anni fa può sembrare un sacco, ma neanche tanto: basta mettere in fila dieci vecchietti di 80 anni e son già passati) gli abitanti del capoluogo siciliano parlavano un arabo di importazione musulmana ma andavano regolarmente a messa ed erano felicemente governati da Normanni: praticamente un trattato di integrazione, con otto secoli di anticipo, alla faccia del grande problema che a scorrere il grande flusso dei media attuali parrebbe rappresentato oggi da 40 naufraghi e una comandante tedesca che li ha fatti sbarcare. E invece la buona notizia è che il famoso grande flusso dei media (non tutti, per fortuna) anche in questo caso ha illuminato solo un pezzo di realtà. Mentre l’Unesco (oltre al settimanale «Buone Notizie» del Corriere, che di quanto si sta per dire si era occupato nel febbraio scorso) illuminava almeno un aspetto anche del resto: come il Giardino di Beyond Lampedusa, iniziativa che «promuove l’integrazione sociale, ampliando le opportunità educative e di integrazione offerte nella città di Palermo ai Minori stranieri non accompagnati (Msna) e ai bambini provenienti da contesti disagiati».

Ed è appunto per attività come questa che l’Unesco – dopo avere già ha tempo riconosciuto il percorso arabo/normanno di cui sopra tra i propri siti di rilievo – ha ufficialmente inserito Palermo anche nell’elenco delle «città educative». L’annuncio è stato ufficializzato dal sindaco Leoluca Orlando mercoledì pomeriggio in occasione della riapertura estiva del Giardino gestito dalla associazione Beyond Lampedusa, presieduta da Clementina Cordero di Montezemolo, nello spazio adiacente l’Istituto Cpia di via Dante. Realizzato con il patrocinio del Comune di Palermo e del Coni, da quest’anno e per il prossimo triennio Il Giardino e le sue attività fanno parte di «Sprint! La scuola con una marcia in più», un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Fondazione Snam ed è coerente con la sua mission di innovazione sociale sul territorio italiano. A Palermo il progetto Sprint è realizzato insieme con la Società Cooperativa Sociale Al Revés. Il Giardino di quest’anno accoglierà circa 100 minori, segnalati dalle scuole, dai servizi sociali, dalle case famiglia e dalle strutture di accoglienza del territorio palermitano.

FONTE: Palermo città educativa dell’Unesco per il Giardino del dopo-Lampedusa – Corriere.it