Natale dopo Natale, la storia continua

di

Un Natale fa…

Lo scorso Natale L. aveva i capelli mossi. Erano come un sipario che calava su un sorriso che voleva sorridere. Il resto del viso, però, lo tradiva insieme ad un timbro di voce arrabbiata. Questo era L. lo scorso Natale… Parlava sempre della figlia adolescente, ma a noi operatori di Obiettivo Uomo, la figlia sembrava lei.

Chi è L.?

L. è una bambina tradita dal padre, che offese la memoria della madre defunta mettendosi con “quella là” (come la chiama lei). E, mentre il tempo scorre, i figli  crescono. Lei, però, a costo di  tingere gli occhi del colore rosso rabbia, aspetta sempre quella carezza di suo padre… Aspetta sempre di sentirsi dire: “vieni prima tu”.

Il gruppo

Nel gruppo, L. all’inizio si sforzava di reggere il confronto con le altre. Ciò che la accomunava alle altre, però, era solo l’appartenenza allo stesso quartiere e il fatto che i suoi figli frequentassero la stessa scuola delle altre.Anzi, in effetti, un’altra cosa in comune alle altre l’aveva: anche per lei, il marito era qualcosa ( o qualcuno) dato per scontato. C’è… “altrimenti non potrei fare la moglie!” così diceva…

L. parla dei suoi figli con discrezione… viene prima lei! E parla del padre, sempre lui, che è poi il vero uomo della sua vita e lei, lei è la seconda donna della vita di lui. Quando parliamo in gruppo, L. si lascia coinvolgere, ma poi, la volta successiva, non sempre si presenta. Prendiamo atto che L. insieme a noi è andata oltre. Le sue orecchie hanno ascoltato la sua voce oltre il consentito, mentre tutti noi ascoltandola, le abbiamo fatto da specchio anzichè da spugna!

Il COVID-19…

E poi… il COVID-19… Ed ecco che cala  il buio su di noi, sui nostri volti, sulle nostre mani per stringerle, sui nostri polsi… Non vedendo più le lancette dell’orologio, ci siamo illusi che il tempo si fosse fermato, ma non era così. Improvvisamente, le nostre vite, le nostre relazioni, il nostro modo di affrontare le emergenze quotidiane  hanno subito un’accelerata inattesa, che ci ha spinti al centro del tunnel. La paura però ci ha paralizzati al punto che tanti di noi si sono illusi di poter uscire dal tunnel passando per la porta d’ingresso! Tanti di noi si sono chiesti quando finisse tutto ciò, ma in realtà era sempre la paura a parlare. Nel buio, abbiamo sperato che questo tunnel ci passasse sulle nostre teste, mentre noi rimanevamo in attesa, fermi. In realtà, però, stavamo solo correndo il rischio di rimanere sotto le macerie della galleria! Per cui, per riuscire a vedere di nuovo i nostri volti, i nostri sguardi e rimanere collegati, abbiamo imparato a connetterci in altro modo.

Il gruppo ai tempi del COVID-19

E così il nostro viaggio insieme è proseguito “da remoto”. Rivedendo i nostri volti, ci siamo ricordati di non essere soli in questo tunnel. Abbiamo capito che la sensazione di tempo sospeso era solo un illusione ottica causata dal buio.  Una volta a settimana ci siamo dati appuntamento, entrando uno nella casa dell’altro. Abbiamo abbattuto quelle barriere, ritornando insieme più di prima. Nei mesi del lock-down, abbiamo incrociato gli sguardi di tutte. Abbiamo anche “incontrato” mamme impegnate nella Didattica A Distanza e quella davvero mette tutti nella stessa barca: bambini, ragazzi, insegnanti e famiglie. I fiori, però, non crescono dai diamanti e la DAD getta le basi di una nuova e più concreta forma di continuità educativa tra famiglie e scuola. Oggi, mentre entriamo ed ospitiamo il gruppo nelle varie dimore private, nel gruppo fanno capolino anche le maestre incuriosite, affannate, anch’esse bisognose di parlare e di ascoltare. Nel nostro gruppo, anche le maestre hanno trovato voce ed accoglienza.

Un altro Natale è arrivato…

E L.? Beh… in questo Natale porta i capelli corti e le donano un aspetto più grazioso con il pancione! Eh sì… all’inizio dicembre le chiedemmo: “Se potessi scegliere, che regalo ti faresti?” e lei aveva risposto di voler aumentare i cuori in casa. E così, mentre fuori continua la guerra tra l’uomo ed il virus, in casa sua si genera la vita…

Che dire: la storia continua e non si ripete.

 

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