La multivisione di Maestri di Strada: un vero e proprio miscuglio intergenerazionale

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La multivisione di Maestri di Strada dello scorso 16 luglio è stata davvero speciale: è stata un vero miscuglio intergenerazionale!

La multivisione

In assoluta posizione di parità, hanno discusso operatori di ogni età (dai 16 ai 73 anni). C’erano: 3 “figli d’arte” (ragazzi un tempo dispersi), 3 ragazzi provenienti dall’alternanza scuola lavoro, 2 studentesse di scienze dell’educazione, 8 Maestri di Strada e una tirocinante post-laurea. Anche se per poco, si è costituita la comunità educante che ci piacerebbe istituire sul territorio in modo stabile.

Riunendoci, siamo riusciti ad avere una visione “multipla” dei bambini di cui ci occupiamo. Ognuno di noi, infatti, ha riportato la sua visione e ciò che la sua sensibilità gli aveva fatto notare riguardo a determinate situazioni. Il confronto e l’incontro hanno permesso di esprimere opionini, valutazioni, ma anche tristezza. Alcuni operatori si sono rammaricati per non essere riusciti a stabilire una relazione con i bambini (anche per mancanza di tempo) e altri hanno espresso il dispiacere di non essere compresi nei propri “slanci educativi”.

Tra lacrime, balbettii e un po’ di rimpianti, si è attivato uno spazio di parola e di pensiero, un’esperienza di una multivisione, di un “motore del pensiero”, che ci ha resi capaci di tornare al nostro lavoro più accoglienti e resistenti.

La storia di E.

Di ciascun bambino, ci siamo resi conto di avere un’immagine spesso diversa da quella che di lui posseggono la famiglia o la scuola. Tra le tante storie su cui abbiamo riflettuto insieme, ci fa piacere raccontare la storia di E. e di un cane ringhioso, grazie a cui è nata un’amicizia…

Con E., è stato difficile entrare in relazione. Molte volte, abbiamo avuto la sensazione che per lui era come se non esistessimo. A volte, le sue risposte e reazioni sembravano solo comportamenti meccanici. C’è stato un episodio, che, però, sembra aver sbloccato la situazione. E, R. e M., dopo pranzo, si sono messi a giocare con dei bassotti. Il proprietario dei cagnolini aveva detto di fare attenzione e non avvicinarsi troppo per non infastidirli, dato che erano un po’ nervosi. E., come fa spesso, non diede ascolto e non seguì il consiglio. Uno dei cani non gradì la sua vicinanza asfissiante e iniziò ad abbaiare. E., si allontanò impaurito, perchè stava per essere morso. L’operatrice, allora, gli disse, con tono deciso, di ascoltare quando gli si diceva qualcosa e gli occhi di E. si riempirono di lacrime e il bambino abbassò la testa. All’inizio sembrava offeso e scostante, ma, poi, saltò in braccio all’operatrice, stringendola forte. E’ un primo contatto, ma ci fa ben sperare…

 

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