Partita la ricerca nazionale per la valutazione d’impatto

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E’ iniziato il lungo percorso della ricerca nazionale del Progetto SME tesa a valutare l’impatto scolastico e cognitivo degli scacchi sugli studenti della primaria e secondaria. Abbiamo intervistato Gianluca Strada dell’ASVAPP, referente valutazione impatto della ricerca triennale la cui prima fase è partita coinvolgendo gli studenti della fascia d’età 8-11 anni.

Quale metodo sarà utilizzato per la valutazione e quali azioni saranno promosse nel tempo?

La valutazione di impatto utilizza un disegno sperimentale con gruppo di controllo randomizzato a grappoli. La caratteristica di questa variante del disegno sperimentale è rappresentata dal fatto che l’unità ultima per la misurazione è il singolo alunno, mentre l’unità di erogazione dell’intervento è fatta a livello di classe. Condizione indispensabile al corretto svolgimento della valutazione è che, al momento dell’adesione al progetto, i dirigenti scolastici accettino l’assegnazione casuale delle classi al trattamento, cosa che garantisce l’equivalenza tra gruppo sperimentale e gruppo di controllo.

Qual è il campione selezionato per la somministrazione del questionario?

Seguendo il disegno sperimentale, sono stati creati i seguenti due gruppi.

  1. 135 classi terze di scuola primaria eleggibili, di cui 2/3 saranno trattate e 1/3 controlli.

  2. 135 classi prime di scuola secondaria di primo grado, di cui 2/3 trattate e 1/3 controlli.

Delle 270 classi previste, 207 classi (105 di scuole primarie e 102 di scuole secondarie) hanno compilato con successo il test. Le somministrazioni sono state effettuate in12 regioni, a causa delle restrizioni sanitarie 2 regioni effettueranno le rilevazioni in un secondo momento, e saranno aggiunte all’analisi. Secondo i calcoli finora effettuati, le statistiche delle risposte ottenute non fanno rilevare differenze sistematiche tra il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo, assegnati con randomizzazione. Tale equivalenza tra i due gruppi rappresenta il primo risultato positivo del disegno di valutazione, in quanto le successive differenze che eventualmente si manifesteranno tra i due gruppi stimeranno in modo corretto gli effetti del progetto.

Qual è l’obiettivo da raggiungere nei 2 anni previsti dalla valutazione?

La valutazione è basata sui seguenti indicatori.

Competenze cognitive: rilevate tramite test ad hoc su matematica e problem solving.

Competenze non cognitive: rilevate tramite test ad hoc su socio-emotional skills. In entrambi i casi i test vengono somministrati sia prima sia dopo il trattamento: nelle scuole primarie il test è stato già somministrato nel primo quadrimestre del terzo anno e si ripeterà nel secondo quadrimestre del quinto anno; nelle scuole secondarie il test è già stato somministrato nel primo quadrimestre del primo anno e si ripeterà nel primo quadrimestre del terzo anno. Il test ad hoc porta tre vantaggi rispetto all’utilizzo dei dati rilevati dall’Invalsi: (i) consente di stabilire il momento della rilevazione che per Invalsi è invece fisso; (ii) permette di collegare le competenze cognitive e non cognitive, cosa che in regime di anonimato non sarebbe possibile con dati di fonti diverse; (iii) permette di seguire ciascuno studente nel suo sviluppo pre-post, rendendo più precisa la quantificazione degli eventuali miglioramenti (quanto si migliora e quanti migliorano).

Qual è il ruolo di ASVAPP in questo processo?

L’ASVAPP si è occupata di definire il disegno di valutazione e di progettare i test, supportando la logistica delle somministrazioni. I test sono stati somministrati dai maestri di scacchi, e, a seconda delle esigenze delle scuole, in parte con forma cartacea grazie al supporto dei partner di SME, e in parte su piattaforma web creata dall’ASVAPP.

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