In Umbria grande partecipazione al primo appuntamento on line

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Si è svolto oggi l’incontro online finalizzato alla presentazione del progetto Scacchi Metafora Educativa, finanziato dall’Impresa Sociale con i Bambini e promosso dal CSEN, con la scuola Aldo Moro di Terni, che ha coinvolto tre classi di terza elementare attraverso l’attività di scacchi a scuola.

All’incontro hanno partecipato la Dirigente Scolastica, dott.ssa Maria Principato, il responsabile del Progetto Scacchi Metafora Educativa Andrea Bruni, lo psicologo dell’età evolutiva e componente del gruppo sostegno genitorialità SME Giancarlo Santoni, la referente scolastica Vittoria Cini, le rappresentanti di classe dei genitori, le maestre delle classi coinvolte e Silvia Cimei, referente regionale del progetto SME in Umbria.

A fare gli onori di casa è stata la dott.ssa Maria Principato, che ha espresso la buona accoglienza da parte della scuola verso il progetto SME con il quale condivide il gioco come veicolo per imparare a stare al mondo ed in particolare il gioco degli scacchi, non solo perché raccomandato dal Parlamento Europeo nel 2012 come disciplina scolastica, ma anche per la sua valenza nel coadiuvare lo sviluppo delle soft skills. Inoltre, ha sottolineato l’aspetto multidisciplinare che hanno gli scacchi, evidenziato anche dalla referente scolastica Vittoria Cini, e che proprio per questo possono rappresentare la base per lo svolgimento della didattica a scuola per un’età così fertile come quella dei bambini e delle bambine a cui sono destinate le azioni del progetto. 

Il responsabile nazionale del progetto, Andrea Bruni, ha riportato la finalità educativa dello sport e del progetto e soprattutto la componente della progettazione come momento necessario per misurare gli obiettivi raggiunti e quindi essere incisivi nelle azioni che si propongono: programmare in funzione di un cambiamento. Ha spiegato l’importanza della ricerca del progetto come metodo per ottenere risultati concreti, che diventeranno dei requisiti solidi su cui poter giustificare la pianificazione degli scacchi come disciplina scolastica e non solo.

Il progetto Scacchi Metafora Educativa diventa quindi un’occasione di incontro e di collaborazione tra le figure educative responsabili dell’educazione e degli spazi educativi. A ciò si è ricollegata la referente regionale dell’Umbria Silvia Cimei, risaltando l’aspetto del cambiamento che si ottiene attraverso la metodologia attiva dei laboratori. Spiegando i particolari concreti degli incontri con le classi, ha presentato poi la struttura dei laboratori come luoghi di apprendimento in cui ci saranno momenti di insegnamento del gioco degli scacchi e giochi su diversi aspetti che andranno a rinforzare e a sostenere lo sviluppo delle competenze trasversali dei più piccoli e delle più piccole: giochi di cooperazione, di riconoscimento e gestione delle emozioni, di autoaffermazione, di gestione di conflitti, di affabulazione, di creatività; tutti questi saranno relazionati con le metafore che gli scacchi offrono.

Lo spazio della genitorialità è stato introdotto e approfondito dall’esperto del gruppo genitori SME Giancarlo Santoni, che ci ha fatto ricordare come il gioco abbia una straordinaria valenza anche per i più grandi, e che la dimensione ludica fa parte di tanti momenti della vita adulta. Per i più piccoli e le più piccole, il gioco si traduce in un’esperienza diretta con le regole, senza le quali non potremmo giocare, trasformando il gioco in un contesto di allenamento per una vita soddisfacente e creativa. Giancarlo Santoni ha poi invitato a pensare il progetto SME come un’occasione per ritornare a riorganizzare la relazionalità dei bambini e delle bambine dopo questo lungo periodo di siccità relazionale, un’opportunità per riflettere sulla relazione tra genitori-figli ma anche tra adulti-bambini e per dare, qualora ce ne sia bisogno, una forma diversa a questa relazione.

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