Clowns SenzaEtichette Tour: l’intervista a Raj

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Clowns SenzaEtichette Tour è l’iniziativa promossa dal CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud in collaborazione con Clowns Senza Etichette che, dal 12 al 16 ottobre 2021, ha portato giochi, spettacoli e magia con Gran Parata Finale nella Fascia Trasformata di Ragusa per contrastare la dispersione scolastica in sinergia con gli enti locali e il supporto dell’impresa sociale “Con I Bambini”.
Un programma ricchissimo che ha coinvolto associazioni, scuole, istituzioni e tutti i bambini e le bambine, da 0 a 99 anni!
Questa è la nostra intervista a Raj alias Eega!

Qual è il tuo nome?
Raj Kumar.

Parlaci del tuo personaggio clown, della mosca. Che tipo di personaggio è?
Il nome è “Eega”, nella mia lingua vuol dire mosca. Ho messo questo nome perché provo
a volare, disturbare la gente, provo a muovermi sempre. Per questo l’ho scelto.

Quindi sei un personaggio molto attivo.
Si, attivo. Qualche volta alla gente non piace, altre volte piace di più.

Che cosa significa per te essere un clown?
Per me essere un clown è vivere la vita facendo del bene agli altri. Per quello ho scelto di
vivere una vita di clown, per fare del bene per gli altri, con amore. Non solo per fare arte,
ma proprio per stare vicino alle persone.

Queste persone sono quasi sempre bambini?
No, io lavoro in tanti posti. Lavoro come clown professionista. Lavoro in collegi con
adulti, case di riposo, persone con Alzheimer. Insomma, con persone di tutte le età.

Raccontaci, se vuoi, un momento che ti piace ricordare. Un momento intenso, felice o triste, di questi anni da clown.
Ci sono tantissimi momenti. Quando avevo 24 anni lavoravo in africa in un ospedale di
un collegio e portavo i miei studenti per fare servizio la. C’era un bambino con un cancro
grave. Lui mi ha colpito tanto, era molto triste. Facevo servizio da lunedì fino a venerdì e
dopo essere mancato sabato e domenica ed essere rientrato lunedì, lui non c’era. Così
quando passavo da quella stanza tutti i giorni mi venivano le lacrime. Quello è stato duro
per me, tutto il mese passavo da quella stanza che mi ricordava lui. Avevo giocato con lui,
sapevo che sarebbe morto in pochi giorni, questi è stato molto duro per me. Ora l’ho
superato. Come momento felice, tantissime cose sono successe. Anche adesso quando
vado a lavorare in una casa di riposo, dove lavoro da sette anni con malati di Alzheimer. C’è
un paziente con il quale faccio sempre le solite cose…A lui piace la fotocamera, io avevo
sette tipi di fotocamere e le portavo per giocare. La relazione per 7 anni con lui…qualsiasi
cosa faccio lui ride. Una volta gliene ho regalata una e lui ha fatto tante foto, le ho messe
anche su Instagram (risata). Questo è un rapporto che mi ha dato tanto.

Secondo te che cosa è più divertente per i bambini? Cosa fa più ridere i bambini?
Difficile dirlo ma io con i bambini perdo sempre. Nel senso…non vincerò mai con loro.
Divento uno stupido. Loro sono bravi, più intelligenti, più belli. Io niente (risata), casco giu.
Quando sono più bravo con la giocoleria e mostro quello che so fare, a loro piace di meno.
A loro piace quando siamo normali, fa ridere di più.

E a te cosa fa più ridere?
Me? Una domanda difficile. Io non sono un clown come gli altri, sono sempre
molto serio. Un clown bianco, non rido tanto. Ancora non lo so bene, ma stare con i
miei amici e vivere con loro mi fa ridere. La vita con i miei amici mi porta felicità.

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