Crescere esplorando lo spazio urbano. Grandi e piccoli al lavoro

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La valorizzazione degli spazi all’aperto dei servizi educativi 0-6 e di tre aree verdi pubbliche come ambienti dove si gioca e si impara allo stesso tempo. E’ l’azione centrale di QUISsI CRESCE! Attraverso momenti di progettazione partecipata, autocostruzione, formazione e auto-formazione bambini genitori educatori hanno trasformato i giardini dei nidi d’infanzia comunali e di tre scuole dell’infanzia statali. Il prossimo anno, sarà la volta di tre aree verdi pubbliche: Villa Cozza, San Francesco e Pace, scelte strategicamente perchè sono parchi vicini ai servizi 0-3 e 3-6. Ce lo raccontano Les Friches.

Chi sono Les Friches?  Tre donne, Daniela Brascugli, Roberta Trovato e Samanta Ubaldi, due architetti e una laureata in Scienze della Comunicazione “anima di questa originale e creativa realtà”, che hanno accompagnato la comunità educante QUIsSI CRESCE! in un percorso straordinario di esplorazione dello spazio urbano e delle aree verdi scolastiche per trasformarle in spazio educativo, attraverso la progettazione partecipata. Les Friches (www.lesfriches.it) sono un’associazione culturale che promuove la creatività, la manualità, il gioco spontaneo e l’esplorazione dello spazio urbano attraverso la progettazione di attività laboratoriali e formative per bambini ed adulti.

 

PERCHÉ FARE INSIEME
La progettazione partecipata permette di accogliere un’idea diversa di bambino che è più autonomo, più responsabile, più libero e consapevole: il cittadino ideale per una società accessibile e democratica.
“Si progetta insieme e lo facciamo perché crediamo che sia importante la partecipazione come cardine di un processo democratico. Si parte dalla scuola e si arriva alla comunità, conoscendo, confrontandosi, formandosi insieme, facendo.” – racconta Samanta Ubaldi. “Si lavora per migliorare il giardino di una scuola, ma sotteso a questa dinamica possiamo rintracciare germogli di una società che cresce, facendosi territorio comune. Si stanno mettendo le basi per una comunità educante che accolga e permetta ad un numero sempre più elevato di bambini un benessere che gli spetta di diritto indipendentemente da origini e censo.” Il ripensare gli spazi finalizzato sia a rivedere i principi di una rinnovata educazione all’aperto, ma anche come terreno di discussione e di incontro tra servizi e comunità.

 

DOVE

Il progetto QUIsSI CRESCE! è calibrato su tre realtà nuove oltre i nidi comunali, tre scuole dell’infanzia che sono: via Cardarelli, via Spalato, via Pace e i bambini coinvolti sono più di un centinaio e con loro nuove famiglie, nuove insegnanti e naturalmente nuovi spazi da progettare insieme.

 

COME SI SVOLGONO GLI INCONTRI PER PROGETTARE E COSTRUIRE

 “Gli incontri con gli adulti, educatori e genitori (con spesso la presenza dei bambini) hanno cercato di far conoscere lo spazio esterno e la ricchezza dei materiali semplici, naturali e destrutturati. Se si entra in connessione con un luogo condividendo un’attività ludico-costruttiva con i figli, lo si apprezza maggiormente sotto diversi punti di vista. Cadono molti timori e si mitigano gli umori. Questo ci ha permesso di progettare, e realizzare insieme a genitori ed educatori, dei semplici contesti esperienziali che fossero andati a valorizzare l’esistente. Fare insieme è sempre un grande aiuto!

Con le educatrici e insegnanti invece abbiamo indagato il luogo con un’ottica più specifica, legata a chi costantemente vive quel luogo tra potenzialità e criticità. Le nostre azioni non modificano completamente un luogo ma modificano l’approccio ad esso.  Cambia lo sguardo e non l’ambiente. Di quell’ambiente bisogna imparare a osservare come il bambino si muove, quali siano i suoi interessi, quali quindi le possibilità per un apprendimento libero ed autonomo. Questa osservazione permette a tutti di capire a cosa il bambino sia interessato e come lo stare all’aperto faccia bene, non solo da un punto di vista di salute del corpo, ma anche da un punto di crescita negli apprendimenti e nell’autonomia nell’esperire”

 

GENITORI, BAMBINI e LES FRICHES

Abbiamo delle famiglie che partecipano tutte intere, prendono permessi dal lavoro, portano i nonni, viene anche la zia, si mettono in circolo competenze ed idee e nessuno è diverso, indipendentemente dal grado di istruzione o provenienza… Non ci sono differenze quando si fa qualcosa insieme senza obiettivi specifici ma con il solo piacere di realizzare qualcosa che resta per la scuola, per i bambini, per la comunità”.  Per gli adulti questo tipo di lavoro è uno stimolo ad usare la creatività, un percorso diverso che li porti ad esplorare altro, una specie di ginnastica per la mente che pone riflessioni, che indaga attraverso risposte diverse e soluzioni particolari uscendo dalle prospettive solite.

 

PER I PIU’ PICCOLI 

I bambini partecipano alla progettazione giocando liberamente a partire da stimoli e materiali pensati apposta per loro, ed è guardandoli giocare che i grandi hanno ripensato gli spazi gioco a loro dedicati. “I nostri sono contesti esperienziali”, raccontano, “partono sempre dal presupposto che l’autonomia di apprendimento del bambino sia la guida da seguire”. Ci sono vasche di legno per fare l’orto, binari per percorsi sensoriali e grafici, predisposizioni per l’arrampicata, percorsi filtro sulle recinzioni tra intrecci e sperimentazioni senso-motorie, tende-nascondiglio realizzate con le tende da sole … Il senso estetico è sempre sotteso ad ogni azione, perché il bambino ha diritto anche alla bellezza”.

 

INSIEME FINALMENTE 

“La partecipazione è stata ampia, entusiasta e a volte anche superiore alle aspettative. Non perché non ci aspettiamo partecipazione, ma perché ci rendiamo conto che gli adulti sono sempre più costretti a tempi di vita poco compatibili con tutto, specialmente con qualcosa che richieda impegno e partecipazione. I genitori ci hanno sorpreso, hanno riscoperto anche il piacere di stare all’aperto e di fare qualcosa di costruttivo con i loro figli, pensato per tutti i bambini. “

Pensiamo sia un buon lavoro quanto fatto fin’ ora, malgrado ci siano delle cose da migliorare e da prevedere con maggiore proprietà. Non a caso il progetto si chiama QUIsSI CRESCE!,  perché tutti cresciamo e maturiamo, non da soli, ma sempre in relazione continua e costante con gli altri – aggiungono LesFriches – e per questo noi ci prepariamo a partecipare e ri- progettare nei parchi di Villa Cozza, a San Francesco e nel quartiere Pace.

 

Regioni

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