A Sora un viaggio alla riscoperta del territorio

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Di Armano Caringi* – I laboratori del progetto Prima si spostano nei luoghi suggestivi e caratteristici del territorio per raccontarne la storia, la topografia, la geomorfologia e aiutare i bambini ad aumentare il legame fondamentale con le radici.

Durante le attività estive molto spesso è capitato di raccontare di luoghi, di personaggi, di storie del passato in un gioco dialettico con la centralità dell’appartenenza culturale che rappresenta la premessa ad uno sviluppo sano e di evoluzione di ogni persona. Dare uno spazio reale alla storia del territorio da cui si proviene, leggere in termini di racconto popolare le dinamiche sociali, aiuta a potenziare quel senso di sicurezza dal quale deriva la capacità di ognuno di noi di relazionarsi all’altro, alle diversità, all’accettazione del confronto, all’apertura, alle nuove esperienze.

I bambini sono incuriositi dalla storia del “ponte di ferro”, di come era tanto tempo fa, del perché all’altro ponte lo chiamano “traballante”, chiedono della “rawa roscia”, di quel costone di roccia rossa che si staglia verso la cittadina, sovrastando la Cattedrale che era luogo di culto già preromanico. E perché a quell’ansa del fiume che determina la fine del Corso principale si narra di un “rotone”.

Gli operatori hanno tradotto questa curiosità in possibilità di scoperta attraverso attività ludiche. Alcuni nonni stanno raccontando le storie legate ai luoghi, con un linguaggio partecipato tipico di chi ha memoria viva e vissuta di certi fatti e di certi accadimenti. I bambini, in cerchio, ascoltano e poi con gli operatori, secondo un calendario condiviso con i genitori, partono alla scoperta del “torrione”, dei “dolmen” e arrivano fino a quel ponte che, oggi appare un normalissimo attraversamento, ma che fino a qualche tempo fa era fatto di corde e di legno e traballava al passaggio dei pedoni. Un collegamento strategico dopo che i terremoti o la guerra avevano distrutti i ponti della città, perimetrata dal fiume Liri e dalle montagne, una sorta di : “Paese degli Elfi di Legolas nel Signore degli Anelli” così come immaginato da Sofia, una delle bambine dei Laboratori.

Il Professore ordinario di Sociologia presso l’Università Lazio Meridionale e Presidente della sezione di Sora del CAI, il Dott. Lucio Meglio, ha accompagnato i bambini alla scoperta dei Dolmen e alla visita guidata del Centro CAI.  La visita è stata bellissima perché ha permesso di salire i gradini che conducono alla chiesetta della Madonna Delle Grazie che domina la città e dalla quale è visibile l’intera pianta cittadina, nella sua parte più storica, abbarbicata alla montagna e la parte più nuova oltre il fiume.

La prossima tappa sarà la visita alla millenaria Abbazia di San Domenico, che accoglie i visitatori in uno degli ingressi alla Città. Gli operatori accompagneranno i bambini con i normali bus di linea anche per fare questa esperienza tutti insieme.

Il progetto PRIMAI ancora una volta diventa un elemento catalizzante capace di potenziare tutte quelle dinamiche e tutti quei processi che aiutano a costruire la Comunità Educante.

*Presidente Associazione “Il Faro Onlus” Sora

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