Quando un sogno si trasforma in…: a Sora grazie al laboratorio di PRIMA I un papà trova lavoro

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Contributo a cura dell’Associazione “Il Faro Onlus” Sora – Sin da quando abbiamo cominciato a lavorare intorno all’idea che poi, nel procedere delle fasi, è diventata il progetto P.R.I.M.A.I., ci ha accompagnato il sogno che potessimo concretamente contribuire a potenziare tutti quei fattori che connotano una società nell’aspetto di Comunità Educante.

Il progetto ha preso forma, poi ha iniziato ad interagire con i territori con i quali si confrontava, poi ha avviato le numerose attività e il nostro sogno ha cominciato a colorarsi di concretezza.

Tra le esperienze che il progetto ha condiviso con la Comunità, quelle che costruiscono occasioni di incontro e confronto con gli adulti per riflettere tutti insieme sul ruolo di genitori e di educatori ma, anche di adulti referenti nell’importante processo di crescita e di emancipazione di un bambino, si stanno connotando per il notevole sforzo creativo di cui necessitano perché siano coinvolgenti. L’impegno delle Associazioni e la tensione creativa continua avvicinano la progettazione e la realizzazione dei vari eventi, workshop, occasioni informali di confronto e formazione a quel sogno originale, alla volontà cioè di contribuire fattivamente al rafforzamento dell’aspetto includente della Comunità Educante.

E, all’improvviso, poi, il sogno si colora di emozioni inaspettate.

L’Associazione Il Faro, tra le varie iniziative, ha proposto un percorso per il confronto e la formazione, costruito in forma di laboratorio esperienziale di piazzaiolo. All’interno di una pizzeria, gentilmente messa a disposizione gratuitamente dalla famiglia Mastroianni e al pizzaiolo Gianfranco Zitello, un gruppo di adulti, hanno parlato, si sono confrontati, hanno discusso di tematiche relative al processo educativo e, insieme, hanno imparato a fare professionalmente la pizza.

L’obiettivo è stato raggiunto e il confronto sulle tematiche proposte è stato significativo.

Il sogno, però, ci ha fatto un regalo inaspettato, ci ha restituito la consapevolezza che la rete sociale, lo stare insieme nella condivisione aumenta i fattori di benessere della Comunità, della società.

La scorsa sera, una telefonata, ci ha emozionato tantissimo.

Uno dei partecipanti all’esperienza formativa informale ci ha condiviso di essere stato assunto in una pizzeria e che questo gli aveva permesso di ritrovare una sicurezza economica che stava contribuendo all’aumento della serenità nella gestione della sua famiglia.

Per qualcuno potrebbe apparire come la goccia nell’oceano per noi che crediamo nel nostro progetto e nelle sue potenzialità rappresenta altro.

I sogni sembrano essere quella tensione utopica, che solo apparentemente sembrano sfuggire alla logica della quotidianità ma senza la loro “ follia creativa” non saremmo in grado di costruire opportunità tanto innovative quanto concrete.

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