Da Crotone la storia di Andrea: Quando la musica abbatte la barriera dell’isolamento

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Di Maria Teresa Manica * –  Tutto nasce da uno sguardo, da un “ciao” detto col sorriso stampato in faccia.
Prova a dire qualcosa ma la vergogna e la paura di essere giudicato prevalgono sul piccolo Andrea.
Alzava lo sguardo imbarazzato quando veniva interpellato, e scuoteva la testa perché non voleva essere disturbato.
Nessuno riusciva ad entrare nel suo mondo, nella sua solitudine e desolazione.
Ma…per quale motivo un bambino, simbolo di speranza e di gioia, deve essere triste?
Cosa lo affligge?
Il suo unico pensiero dovrebbe essere quello del divertimento, quello di scambiare il proprio giocattolo preferito col suo migliore amico (che sia immaginario o meno).
“Forse è solo pigro” dicevano. Ma i suoi occhi luminosi parlavano da sé.
Decisi di avvicinarmi a lui, un passo alla volta, senza fretta, prima di conoscere la sua vita lo feci entrare nel mio di mondo.
Ha iniziato a proporsi nelle attività, ad essere entusiasta ogni volta che ci si incontrava, a cantare le prime filastrocche, a suonare canzoni con una semplice e piccola chitarra, a danzare con i compagni e scambiare qualche parola con loro…
…ha iniziato a sentirsi IMPORTANTE, perché tutti lo siamo!
Le parole non sempre riescono ad arrivare… ma la musica e il canto sì.
Riescono a liberarti, a buttar fuori tutto ciò che si ha dentro, bello o brutto che sia.
Ma per poter fare tutto questo bisogna credere in se stessi, principalmente, e poi in chi ti sta vicino.
Andrea ce l’ha fatta, ha vinto le sue paure.

 

*Operatrice Laboratorio Musicoterapia – Crotone

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