Educazione musicale e bimbi speciali: l’esperienza di Maria D’Oria a Manfredonia

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Di Maria D’Oria* – Quando al termine musica associamo quello di disabilità, la nostra mente pensa immediatamente alla Musicoterapia. Ovviamente è da riconoscere come questa pratica abbia negli anni consolidato interventi efficaci con la disabilità sia fisica che psichica.

Nei laboratori PRIMAI, però, non si può parlare propriamente di attività musicoterapica in quanto gli obiettivi e le finalità degli interventi non hanno uno scopo curativo, bensì socio-educativo; potremmo riassumere il tutto in questo concetto: Musica come progetto educativo globale che ruota intorno alle esigenze di ciascun bambino, “nessun escluso”.

Alla luce di questa precisazione, l’esperienza sul campo mi ha permesso di sperimentare a scuola, la reale potenza della musica, quella che si genera lentamente ed in preziosi momenti quando, oltre al meraviglioso gruppo di bambini con i quali lavori da ormai mesi, decide di intavolare una relazione sonora con te una bambina speciale, quella che nonostante le importanti difficoltà cognitive, e grazie all’immenso lavoro della sua insegnante, attraverso la regolare stimolazione musicale e la spontaneità che la musica genera all’interno di ognuno di noi, finalmente trova espressione anche in lei e attraverso lei…

Si tratta dell’esperienza che, dopo tre mesi di lavoro si è concretizzata, con la gioia della sua insegnante e la mia, con una bambina speciale dell’Istituto Comprensivo “Giordani/De Sanctis”.

In un “angoletto” della stanza laboratoriale al termine dell’attività con il resto del bambini, quando tutti sono ormai ritornati nelle loro aule, la bambina inizia a vocalizzare: semplicissimi pattern tonali sono stati il risultato di un dialogo sonoro tra me e la bambina, una speciale intesa empatica che, senza alcun dubbio, è stata per la stessa un progresso dal punto di vista cognitivo e sociale e, per me come per ogni esperto che lavora ad una programmazione efficace per ogni bambino, un momento di grande emozione e motivazione.

Educazione musicale e musicoterapia allora seguono un percorso comune nel rispetto dei tempi e delle qualità relazionali di ogni alunno: in contesti socio-educativi, come la scuola, un’educazione musicale ben strutturata può essere un ottimo apripista ad attività specifiche di musicoterapia per bambini con disabilità.

*Presidente dell’Associazione “I colori del Mondo” – Esperta in Musico-didattica ed Educazione Musicale

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