Percorsi con i bambini

Periferie

Ci sono alcune parole che potrebbero cambiare il destino del nostro Paese, se solo trovassero concreto riscontro. Sono termini di cui non si parla mai abbastanza, che dovrebbero prendere il posto di quelle di uso comune e che rappresentano lo specchio della quotidianità di molti ragazzi. Tre di queste sono particolarmente significative: periferie, povertà educativa e comunità educante.

Periferie: spazi ai margini, dove i collegamenti sono assenti e spesso anche i servizi, sociali, culturali e ricreativi. Tutti elementi che potrebbero fare la differenza, intercettare bambini e ragazzi e sottrarli a una devianza di cui siamo tutti responsabili, non rappresenta solo un divario da un luogo a un altro, ma una distanza spesso incolmabile tra opportunità e mancanza di opportunità. Periferie è un plurale voluto, un non luogo, una distanza dalle possibilità che segna anche la vita di molti adolescenti. Le periferie stanno spesso in centro, ma lontane anni luce da quello che molti hanno e altri no, è solitudine, è periferie dell’anima.

Periferie sono aree della città spesso abbandonate o con pochi servizi, dove i collegamenti sono insufficienti o assenti, quartieri difficili non necessariamente lontani dal centro, senso di isolamento e solitudine che molti giovani sono costretti ad affrontare. Periferie dell’anima, mancanza di opportunità che condanna i giovani a vivere una condizione perenne di povertà educativa.

 

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK