Ecco le azioni del progetto: 5_I care

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Tale azione mira a prendere in carico, in modo mirato, bambini in condizione di povertà educativa e ad offrire loro “bonus individuali” per lo svolgimento continuativo di attività sportive, culturali ed espressive. La possibilità di frequentare attività sportive e culturali, analogamente ai coetanei che non vivono condizioni di deprivazione, permetterebbe ai bambini beneficiari di fruire di stimoli che altrimenti sarebbero loro negati e di sperimentarsi nello sviluppo di competenze in campi di azione diversi dalla scuola. Inoltre rappresenterebbe per loro uno spazio di “normalità”, permettendo di frequentare “alla pari” contesti di vita frequentati dai coetanei e di sottrarsi a processi precoci di esclusione sociale.

I CARE, per essere implementata, necessità di un lavoro preparatorio che vede coinvolte tutte le Agenzie educative e sociali partner del progetto, e non solo. Qui di seguito si descrivono le fasi sequenziali:

  1. Individuazione dei criteri di povertà educativa: a partire dalla regia del Tavolo Tecnico dedicato, curato dalla cooperativa capofila, in collaborazione con l’Ente valutatore, verrà proposto alla rete di partner una scheda di rilevazione della “povertà educativa”: durante uno dei primi incontri inter-quadrante (FARE SISTEMA), tale scheda verrà arricchita e validata dalla rete di partner,
  2. Redazione condivisa della scheda “Indice di povertà educativa“: a livello di quadrante, verranno creati tavoli di lavoro, composti da rappresentanti delle scuole partner, dei Consorzi Socio-Assistenziali e delle Cooperative territorialmente presenti, al fine di compilare le schede per i bambini delle classi IV frequentanti gli Istituti partner. Tali schede permettono di ottenere un punteggio / indice, sulla base del quale avviene la successiva “assegnazione” di bonus sportivi e ricreativi. Ogni quadrante ha a disposizione un numero indicativo di bonus: 25 Alba, 24 Cuneo, 18 Mondovì, 23 Monviso (totale 90).
  3. Costruzione del patto educativo individuale: una volta individuati i bambini, sarà cura del tutor educativo di riferimento redigere una proposta di patto educativo individuale da condividere con l’insegnante referente, l’assistente sociale di territorio e da concordare con la famiglia ed il bambino stesso in un colloquio congiunto. Tale patto consente di definire quale attività sia utile, funzionale e fruibile per quello specifico bambino e che tipo di accompagnamento si renda necessario, eventualmente attivando risorse informali del territorio.
  4. Individuazione dello sport / attività e dell’associazione sportiva e culturale: contestualmente alla definizione del patto educativo, verranno contattate le associazioni sportive o culturali del territorio di residenza dei bambini beneficiari per concordare e curare le modalità di inserimento degli stessi nei gruppi di attività. Riepilogando a livello di quadrante gli “abbinamenti” fra bambini e associazioni, si procederà all’erogazione diretta del bonus dal progetto (capofila) alle Associazioni ospitanti i bambini, che si impegnano a produrre una ricevuta della transazione.
  5. Tutoraggio educativo dei minori beneficiari: un educatore professionale del territorio di residenza del singolo bambino, accompagnerà il processo di inserimento e di frequentazione dell’attività ricreativa individuata, creando una rete intorno al singolo bambino e alla di lui famiglia. Tale tutoraggio è funzionale a rendere proficua l’esperienza dei bambini, attivando interventi di facilitazione e di mediazione, con gli allenatori e con la famiglia di riferimento, ove necessario.

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