Fare squadra e aguzzare l’ingegno: ecco il modello Mindcraft in Panthakù

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Grazie ai laboratori del CSI di Salerno gli studenti delle quattro scuole partner del progetto “Panthakù. Educare dappertutto” si sono divertiti a costruire città e villaggi

 

Come fare squadra e allenare la mente al problem solving? E come farlo quando, l’emergenza sanitaria ha di fatto vietato la possibilità di confrontarsi dal vivo e di godere appieno delle mille potenzialità dello sport? Il CSI di Salerno (Centro sportivo italiano) non si è perso d’animo e ha continuato, più forte e motivato di prima, il suo impegno nel progetto con Ai.Bi. capofila, “Panthakù. Educare dappertutto”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

E lo ha fatto on line, sfruttando una tecnica nota con il nome di gamification, cioè adoperando elementi mutuati dai giochi e dalle tecniche del game design, applicate in un contesto solo apparentemente ludico. L’obiettivo di una strategia comunemente adoperata nel marketing per fidelizzare la clientela e indirizzare le abitudini dell’utenza, in questo caso è stato quello di spingere gli studenti delle scuole coinvolte (Montalcini e Calcedonia di Salerno, Principe di Piemonte di Santa Maria Capua Vetere e Denza di Castellammare di Stabia) a confrontarsi, divertendosi, con una sfilza di ostacoli e impedimenti da superare per realizzare un obiettivo.

Il risultato finale era quello di realizzare città e villaggi con la piattaforma Mindcraft, che i gruppi di alunni hanno edificato, passo dopo passo, passando dalla costruzione di dighe ed edifici all’allestimento di pascoli per gli animali, dalla piantumazione degli alberi alla decorazione degli interni. Provando a risolvere, di volta in volta, una serie di problematiche (e invasioni) che hanno dato loro filo da torcere.

Il risultato è sorprendente, come spiega il tutor Michele D’Elia: “La cosa più bella è che gli studenti hanno imparato l’importanza di vivere in simbiosi con l’ambiente ed hanno sviluppato una notevole sensibilità, dimostrando di trattare gli animali virtuali come esseri dotati di un’anima e non come semplici cose. Hanno empatizzato con loro, senza porsi come di fronte a un rigido sistema di dati”. Non a caso c’è chi ha deciso di erigere un monumento funebre per la defunta pecorella Lella. Ma al di là dell’aspetto “green”, che pure rappresentava un tassello del percorso di cittadinanza attiva voluto dal CSI e da Panthakù, l’elemento più interessante è stato “vedere come in gruppi sono stati bravi a fare squadra e a confrontarsi per vincere le sfide sempre più complesse che questo gioco poneva loro. Ve ne renderete conto quando vedrete il lavoro finale fatto dai ragazzi”.

Ogni scuola ha avuto un approccio diverso, continua il tutor: “Qualcuno ha scelto di costruire ferrovie per unire due parti separate di un villaggio, qualcun altro, invece, ha preferito edificare alte cinte murarie per proteggersi dalle invasioni, altri ancora a uno sviluppo orizzontale hanno preferito quello verticale, sul modello delle moderne metropoli. La fantasia ha giocato un ruolo fondamentale e li ha aiutati ad aguzzare l’ingegno, ma anche a comprendere quanto sia importante, nella vita di tutti i giorni, saper fare rete e mettersi in dialogo con l’altro, perché anche dal confronto di diversi punti di vista è possibile riuscire a trovare soluzioni che altrimenti sembravano impensabili”.

 

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