Lasciate fare a me! Così gli studenti diventano prof con Panthakù

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Dalla timidezza iniziale alla padronanza della telecamera: i successi degli alunni di Panthakù a conclusione del percorso di teatro e danza con Compagnia del Giullare e Campania Danza

 

Diceva Edgar Allan Poe che ogni movimento, di qualsiasi natura esso sia, è creazione. E’ creazione il movimento del corpo. E’ creazione fendere gli spazi con le braccia, le gambe, con la schiena inclinata o la torsione del busto. E’ creazione attraversare un palco come una stanza, sagomarsi i piedi e saper guardare lontano. Ed è creazione anche un altro tipo di movimento, quello del pensiero, che si articola nella costruzione di parole, frasi, concetti, suggestioni, che altro non sono che una forma dell’emozione.

Dal connubio tra parole e movimento, nasce “Lasciate fare a me!”, un interessante progetto video figlio del laboratorio tenuto, nell’ambito del progetto con Ai.Bi. capofila “Panthakù. Educare dappertutto”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, dall’associazione Campania Danza di Antonella Iannone e dal Piccolo Teatro del Giullare timonato da Virna Prescenzo. Quest’ultima si è occupata della parte relativa alla danza educativa, mentre a Teresa di Florio è toccato il segmento della recitazione.

Il progetto, che sarà mandato in onda a luglio, nasce da un obiettivo molto particolare, che ha scatenato l’entusiasmo dei partecipanti, a cui è stato chiesto di vestire i panni di docenti e dirigenti, per rimodulare l’istituzione scolastica secondo le proprie esigenze e, in particolare, basandosi dal loro osservatorio privilegiato di giovani alunni. Cosa accadrebbe se a stabilire le regole ci fossero i ragazzi? Per scoprirlo manca ancora poco.

“Siamo entusiaste e i nostri giovani allievi lo sono ancora di più – spiega Virna Prescenzo – Abbiamo deciso di intrecciare le nostre competenze perché la danza è un percorso intimamente legato alla parola. All’inizio non è stato semplicissimo, c’erano molte diffidenze da superare. Qualcuno pensava che il corso fosse basato sulla danza classica, qualcun altro ha dovuto lavorare non poco per vincere la propria timidezza. Ed è forse questo l’aspetto più tenero ma anche più gratificante, perché tanti che a malapena riuscivano a inquadrarsi per metà, alla fine hanno preso coraggio e ora padroneggiano lo schermo con grande disinvoltura”.

Lo svolgimento delle lezioni in modalità on line non ha frenato la passione: anzi, i ragazzi si sono cimentati anche con un altro lavoro video dedicato a Dante, perché come il sommo poeta si è ritrovato in una selva oscura, così anche loro, catapultati nel pieno dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti restrizioni anti contagio, hanno dovuto inaspettatamente fare i conti con una realtà difficile.

“Molti ci hanno detto che grazie a questo progetto si sono sentiti meno soli – continua Prescenzo- ed hanno anzi ritrovato l’energia messa a dura prova dai lunghi mesi che li hanno visti costretti in casa, dovendo rinunciare alle uscite, allo sport e a quello che rappresentava la loro quotidianità. Qualcuno si è talmente appassionato che ci ha raccontato di voler seguire questa strada anche in futuro. Un piccolo grande successo di Panthakù”.

 

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