La forza della rete: Panthakù, le scuole e le associazioni non si fermano

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Le testimonianze delle scuole che aderiscono al progetto: “Panthakù è una grande festa fatta di entusiasmo e competenze”

 

“La scuola. Le associazioni. Panthakù. Non si fermano. E ora?”. Lo slogan scelto dall’istituto Denza di Castellammare di Stabia all’interno di un video dal potere fortemente simbolico, può sintetizzare lo spirito dell’incontro in diretta FB nel gruppo di Panthakù che ha visto protagoniste le quattro scuole che hanno aderito al progetto “Panthakù. Educare dappertutto” con capofila Ai.Bi. Amici dei Bambini selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

La diretta Facebook condotta dalla giornalista Concita De Luca è stata infatti un trionfo di entusiasmo, di speranza e di fiducia. “Quando mi è stato chiesto di aderire non ci ho pensato due volte – ha sottolineato Fabiola Toricco, dirigente dell’istituto comprensivo Denza di Castellammare di Stabia – La rete dei partner offre competenze diversificate rivolte agli alunni, alle famiglie e ai docenti. E i risultati mi hanno dato ragione, perchè la risposta è stata a dir poco straordinaria”.

Umberto Novelli docente referente dell’istituto comprensivo Montalcini di Salerno, ha voluto ricordare il brusio di una scuola che raccoglie ben undici plessi, figlio della gioia di quanti, di pomeriggio, varcavano per la seconda volta nella stessa giornata il portone d’ingresso per partecipare ai tanti laboratori proposti: “Allegria e condivisione. Come dire, grazie a Panthakù la scuola si è capovolta”.

E di festa e condivisione ha parlato anche Mirella Amato dirigente dell’istituto comprensivo Calcedonia di Salerno: “Scoprire i talenti è il pregio più grande e più apprezzato di Panthakù. Una missione che non si è interrotta anche in piena pandemia. E questo è stato un dono, perché insistere sulla creatività nei momenti di crisi è servito a rafforzare il senso della comunità scolastica. Artigianato, web radio, peer to peer, l’insegnamento con i Lego. Tutto è servito per consolidare relazioni, tirare fuori problematiche sopite affinché potessero essere affrontate. Per non parlare dei genitori che hanno potuto usufruire di appuntamenti dedicati con psicologhe, che hanno lavorato nel solco del dialogo e del confronto”.

Gene Papetti docente referente dell’istituto comprensivo Principe di Piemonte di Santa Maria Capua Vetere ha ammesso: “Non sono più Gene, ma la prof Panthakù, a conferma del fatto che i ragazzi hanno immediatamente colto il senso di un progetto che non si è mai fermato è che è stato terapeutico anche nei momenti più bui”.

Panthakù come occasione: non a caso il progetto nasce per contrastare la dispersione scolastica e intervenire sul fronte della povertà educativa, intervenendo come stimolo nei confronti dei giovani chiamati a individuare la strada che li condurrà al futuro, in maniera attiva e consapevole, come ha sottolineato Concita De Luca.

La forza della rete non ha dunque deluso le aspettative. E seppure tra tante difficoltà, legate all’emergenza sanitaria in corso, quella stessa rete, ancora più motivata, non smetterà di tendere una mano e di ascoltare.

 

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