Piccolo Teatro del Giullare e Campania Danza tornano nelle stanze degli alunni di Panthakù

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Dai ricordi di una giovane alunna dell’IC Calcedonia, uno sguardo al nuovo percorso artistico al via da mercoledì 17 marzo

 

Metti una classe di ragazzi. Un gruppo normale, abituato a varcare l’ingresso, ognuno con il proprio zainetto, a salutare gli amici, a seguire le lezioni, a fermarsi nell’atrio per una chiacchiera. Metti che un bel giorno quegli stessi ragazzi scoprano che, non si sa bene come e perché, non sono più circondati dalle quattro mura dell’istituto, ma da quelle domestiche. E che si ritrovino ognuno a casa propria. Sembra una descrizione piuttosto fedele di quanto è successo da marzo 2020, a causa della quarantena imposta dal Covid-19.

Ma gli sviluppi sono stati molto più fantasiosi e articolati. Parola di Giulia Capuano, alunna della scuola Calcedonia di Salerno e tra le partecipanti al corso di teatro portato avanti dalla Compagnia del Giullare nell’ambito del progetto con Ai.Bi. capofila, “Panthakù. Educare dappertutto”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Quando i cancelli degli istituti si sono chiusi alle loro spalle e anche le porte dei loro appartamenti, per non perdere il lavoro svolto, hanno deciso di continuare a seguire le lezioni on line. E contestualmente, grazie alla supervisione di Virna Prescenzo e Teresa Di Florio, hanno iniziato a lavorare a un testo, interamente scritto da loro, che è stato poi portato in scena grazie alle nuove tecnologie. “Non essendo possibile salire fisicamente sul palcoscenico, né tantomeno fare delle prove – racconta Giulia – ci siamo detti che per lasciare una traccia di quanto appreso durante tutto l’anno dovevamo inventarci qualcosa”.

E così l’elaborato finale del progetto è stato un video fatto di spezzoni di lavori individuali che sono stati successivamente montati per regalare al pubblico, comodamente seduto in poltrona, una narrazione audiovisiva su quello che ha rappresentato il Coronavirus per i giovanissimi.

“Per noi è stata dura – è il commento di Giulia – non eravamo abituati a non poter vedere i nostri amici o a restare chiusi in casa per così tanti giorni. Però alla fine abbiamo superato anche questa prova”.

 

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