In cammino tra storie di legalità

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Un pomeriggio fuori dal comune, quello che hanno vissuto domenica i ragazzi del progetto “Oltre l’Ombra”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, con ente capofila l’associazione Noi e Voi. Un piccolo pellegrinaggio della legalità. Un chilometro percorso insieme, per raggiungere una storia dolorosa e di grande senso civico e del dovere. Un incontro di quelli che restano dentro. Perdere un padre per un bambino è un’esperienza terribile, perderlo perché la mafia l’ha ucciso proprio mentre rientrava da lavoro, semplicemente perché compiva il suo dovere di vigilante senza piegarsi alle logiche della Sacra Corona Unita, è difficile da capire e anche da spiegare. Alessandro Tedesco oggi è un uomo di legge. Ha studiato il diritto e porta avanti la storia di un uomo straordinario, Giovan Battista Tedesco, ex carabiniere, vigilante Ilva morto nel 1989 quando Alessandro aveva appena 8 anni, per aver denunciato traffici illeciti all’interno della fabbrica. Insieme ad Alessandro, la madre, la prima a vedere il corpo riverso del marito, ucciso nel parcheggio di casa. «Un’esperienza terribile, che non auguro a nessuno e che rende l’idea di cosa sono le mafie, della loro spietatezza» – ha raccontato ai ragazzi, stipati in silenzio ad ascoltare sotto la targa apposta nel cortile del condominio dove ancora oggi i Tedesco vivono e che don Luigi Ciotti, presidente di Libera, l’associazione che combatte tutte le mafie, ha benedetto proprio qualche anno fa insieme ad un albero di ulivo. «Noi da qui non siamo mai andati via, nonostante quello che è accaduto. Perché questo era il nostro posto. Qui, al quartiere Paolo VI, ho insegnato per tanti anni e ho cresciuto mio figlio nel ricordo del padre, morto per il nostro Paese, con il supporto di un’intera comunità che non ci ha mai lasciati soli». Il pomeriggio è iniziato con la testimonianza di alcuni ospiti della casa famiglia san Damiano, detenuti adulti del circuito penale, inseriti nel progetto socio-rieducativo ‘Fieri potest’ dell’associazione Noi e Voi, che hanno raccontato di un progetto musicale sul tema delle seconde possibilità, a cui hanno partecipato negli scorsi mesi. Gli adolescenti del progetto ‘Oltre l’ombra’, segnalati dall’Usmm, Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni e con cui nel versante orientale ed occidentale della provincia di Taranto sono stati già avviate diverse attività, hanno posto loro domande sincere, sulla vita di ogni giorno, sulla paura di sentirsi giudicati, sul futuro.  «Alcuni di questi ragazzi hanno terminato la messa alla prova a fine luglio ma continuano a partecipare agli incontri che organizziamo – racconta Maria Grazia Marangi, assistente sociale dell’equipe del progetto – e questo ci sembra davvero un buon segnale. Oggi con noi ci sono anche dei ragazzi di Taranto che non hanno ancora iniziato la messa alla prova e non hanno ancora avuto una data processuale ma sono stati inseriti nel progetto ‘Oltre l’ombra’ con l’auspicio che questo programma svolto possa servire loro ed essere portato come attività positiva direttamente in data di udienza per l’accettazione della messa alla prova. Abbiamo pensato di chiamare questa domenica diversa dal solito “Giornata in…cammino”, perché l’obiettivo era che fosse un percorso, una strada da fare insieme, in piccoli gruppi, attraverso tracce sul tema del dolore, della reazione ad un torto subito, dell’amicizia e con la testimonianza della famiglia Tedesco». I ragazzi adesso avranno qualche giorno di tempo per far sedimentare le emozioni dell’incontro. Poi ci sarà, nei vari gruppi, un momento di confronto, in cui ciascuno racconterà cosa ha provato e cosa gli è rimasto addosso questa esperienza.

 

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