Palermo, ripartono i lavori per il primo ostello sociale

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E’ uscito su Redattoresociale.it,  l’articolo di Serena Termini sulla riapertura del cantiere per la costruzione del primo ostello sociale di Sicilia!

24 giugno 2020

WELFARE

Previste diverse attività per i bambini dell’area popolare di Sant’Erasmo, Romagnolo e Brancaccio. L’inaugurazione in autunno

PALERMO – Oltre 3 mila bambini in tre anni, dai 5 ai 13 anni, verranno coinvolti nelle diverse attività del progetto “Odisseo”. Prevista anche la partecipazione delle famiglie del territorio che si adopereranno in vario modo. Dopo la sospensione dei lavori per l’emergenza sanitaria, il cantiere per la realizzazione del primo Ostello sociale di Palermo, da una settimana, infatti, è nuovamente ripartito con una squadra di cinque operai nel pieno rispetto delle regole di sicurezza anti-covid. Gli ambienti interni sono stati già stati modificati: alzate le pareti delle nuove stanze, creati i bagni, rafforzata la struttura. Finanziato dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’Ostello Sociale sarà ospitato a Sant’Erasmo in un’ala dell’ex Casa Lavoro e Preghiera di Padre Messina, luogo storico di accoglienza agli inizi del Novecento, per centinaia di bambini orfani.

Con il progetto Odisseo, l’ex orfanotrofio diventerà un hub per nuove politiche di welfare. Dentro l’ampia struttura ci sarà, infatti, spazio non solo per la foresteria e per l’accoglienza turistica ma anche per presidi di servizio per la comunità con una sartoria sociale auto-gestita, stanze per il dopo scuola e per attività  ludiche di baby sitting. La ristrutturazione delle stanze è curata dall’architetto Sebastiano Triscari. Trentanove sono i posti letto che saranno disponibili con camere più piccole (max 3 posti letto) e stanze più ampie per gruppi di amici e famiglie (max 6 posti letto).  Al piano terra, inoltre, due camere attrezzate per persone con disabilità.

La formula innovativa dal punto di vista sociale è che a coloro che prenoteranno le camere verrà proposto di pagare una parte del loro soggiorno non solo in denaro ma anche con il tempo dedicato ai bambini o ad altre attività sociali del progetto.

L’Ostello Sociale è solo uno degli “approdi” pensati dal progetto Odisseo, ideato per dare risposte alla povertà educativa minorile della periferia Sud di Palermo, nei quartieri Romagnolo, Settecannoli e Brancaccio. Il progetto sociale è rivolto a bambini e ragazzi, di età compresa tra i 5 a 14 anni, ma anche alle loro famiglie e all’intera comunità attraverso laboratori trasversali di co-design e attività all’interno delle scuole e delle associazioni partner. Tra le azioni previste anche percorsi di orientamento al lavoro e di promozione di welfare aziendale (curati da La linea della palma e Confesercenti Palermo) per gli abitanti e le imprese dei quartieri interessati dal progetto, l’attivazione di tirocini extracurriculari di inserimento lavorativo e la costituzione di una impresa sociale per la gestione dell’Ostello.

“Abbiamo dovuto rivedere la tabella di marcia prestabilita per la pandemia ma contiamo di inaugurare la struttura in autunno – dice la responsabile del progetto Maria Pia Pensabene -. L’ostello sociale è solo una delle azioni del progetto Odisseo che è molto ampio perché integrato e complesso sul piano delle finalità sociali che si propone di raggiungere. L’obiettivo più alto, in collaborazione con diverse scuole vicine, resta il contrasto alla povertà educativa della costa sud di Palermo. L’ubicazione direttamente a mare di questo ostello, a due passi dal cuore del centro storico cittadino, lo rende già un posto unico. Chi sceglie l’ostello è il viaggiatore che vuole conciliare la cultura ma anche in parte il suo impegno sociale a favore dei bambini e delle famiglie del quartiere. La formula innovativa dal punto di vista sociale è quella che ci farà chiedere ai nostri ospiti di pagare una parte del loro soggiorno non in denaro ma con il loro tempo dedicato ai bambini che avremo coinvolto in varie attività. Non avremo, quindi, il turista mordi e fuggi pronto solo a consumare un prodotto ma il viaggiatore responsabile che, oltre a conoscere la cultura del luogo vorrà fare una esperienza significativa ed arricchente nei confronti delle fasce più deboli del territorio. L’ospite dell’ostello deciderà quale tempo vorrà dedicare in relazione alle sue competenze. Se fosse un insegnante potrebbe dedicarsi ai bambini se invece fosse più portato per altro, potrebbe essere impegnato in attività di tipo manuale. In questo senso credo che il progetto possa considerarsi un modello sperimentale“.

Diretto dal Cirpe (Centro Iniziative ricerche programmazione economica), il progetto nasce in partnership con Comune di Palermo, Fondazione Casa Lavoro e Preghiera di Padre Messina, Associazione La Linea della Palma, Pantogra cooperativa sociale, Ecomuseo Mare Memoria Viva, Legambiente Sicilia, Confesercenti Palermo e con 5 scuole: l’Istituto comprensivo Padre Pino Puglisi, la scuola secondaria di primo grado Don Lorenzo Milani, l’Istituto superiore Alessandro Volta, la Direzione didattica Francesco Orestano e la Direzione didattica Maneri – Ingrassia.

Serena Termini

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