Io ero, io sono , io sarò. Le operatrici dell’hub Nest di Bari si raccontano

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L’hub Nest per tutti noi ha sempre rappresentato e rappresenta un’occasione di crescita personale e professionale, di confronto, di condivisione; un’occasione che ci ha permesso di mettere in gioco le nostre competenze ed esperienze professionali e di acquisirne di nuove.

Nel nostro immaginario, Nest è un grande campo da rugby, in cui non è protagonista l’individuo, ma la forza della squadra è il gruppo e se vuoi far avanzare la palla, devi saper fare un passaggio indietro. Raggiungere la “meta” è faticoso, richiede impegno, concentrazione, intuito: l’importante non è correre da soli perchè per arrivare bisogna correre insieme, l’azione la si costruisce insieme e la palla può avanzare solo se tutti fanno del loro meglio nel ruolo assegnato.

Ed è proprio questo che sperimentiamo nel lavoro che svolgiamo tutti i giorni. Un lavoro fatto di relazioni, di intesa, di consolidamento e condivisione di buone prassi. E questo lavoro non riguarda solo la “squadra” di Nest ma anche le altre realtà pubbliche e private del privato sociale con cui ci relazioniamo tutti i giorni e con cui strutturiamo in maniera sartoriale interventi specifici e personalizzati per ciascuna delle nostre famiglie. In questi anni di Nest ha trovato piena attuazione quella che da sempre definiamo comunità educante, un sistema verticale e orizzontale di collaborazioni e di senso partecipato, capace di indirizzarsi all’infanzia, all’adolescenza e alle famiglie, considerandoli non solo come destinatari dei servizi ma come protagonisti e attori principali delle iniziative programmate e attivate.

E noi, operatori di questo meraviglioso mondo, abbiamo il grande privilegio di scoprirlo ogni giorno e scegliamo di raccontarlo attraverso le parole e le emozioni delle nostre educatrici.

“Nest è un progetto innovativo, è quello che a mio avviso connota l’idea di welfare generativo. Nest ha rappresentato per me una crescita professionale importante, mi ha offerto l’opportunità di potenziare il mio lavoro educativo, acquisendo conoscenze specifiche nell’ambito 0-6 e incrementando attenzione, dedizione, osservazione, pazienza e impegno per relazionarmi al meglio soprattutto con la fascia d’ età dei più piccolini. In questi tre anni abbiamo introdotto idee e metodologie sempre nuove, strutturando attività che fossero in linea e nel rispetto delle specificità di ciascuno, guardando sempre oltre, guidando il bambino in uno step progressivo di continua crescita educativa nel raggiungimento di una sempre maggiore autonomia.
Nest resterà un progetto che ricorderò con mente e cuore e di cui rammenterò i sorrisi, le lacrime, gli sguardi ridenti, l’allegria, gli abbracci, la meraviglia, la creatività e il grande valore educativo. La mia non è stata solo una crescita professionale, credo che il suo valore aggiunto mi abbia aiutato ad essere una mamma ancora più attenta ai bisogni del mio bambino e capace di accettare anche i momenti un po’ più complessi dell’essere genitore.”

“Nest ha apportato un contributo essenziale alla vita di tutti noi operatori. Il confronto continuo con famiglie fragili, sempre dignitose e rispettose, riconoscenti dell’aiuto ricevuto e grate per il lavoro e il sostegno offerto, ha rinsaldato la convinzione che l’altro da me è fonte di ricchezza e di meraviglia e va guardato nella sua specificità e nella sua bellezza. Mi sono aperta ulteriormente alla comprensione e all’ascolto dei nostri beneficiari. Ho guardato con occhio sensibile alle loro necessità, ho imparato a leggere fra le righe bisogni a volte latenti e non espliciti. Nest è una casa accogliente in cui sono nate e si sono rafforzate relazioni umane: quei legami di cuore che danno un senso al lavoro nel sociale. La possibilità di entrare nelle vite degli altri, a piccoli passi e a passo lento, ha dato una spinta forte alla mia personalità oltre che alla mia professionalità. Questo è il regalo ricevuto dalle tante famiglie del Nest, un tesoro prezioso che va oltre il qui e ora, perché parte della mia vita e del mio percorso.”

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