L’apprendimento precoce nei primi anni di vita

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In alcune situazioni, i bambini molto piccoli possono diventare dei veri e propri invisibili: spesso, infatti, prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo, i minori passano gran parte del loro tempo in famiglia senza avere occasioni di socialità al di fuori del circuito familiare. I genitori non sempre riescono ad assicurare ai più piccoli non solo il nutrimento alimentare ma quello intellettuale, cognitivo, relazionale ed educativo. In città grandi come Napoli, i nidi pubblici sono sicuramente pochi rispetto alle necessità e accedervi non è sempre facile; quelli privati richiedono un investimento economico importante che pochi possono permettersi. Quando i genitori lavorano, in tali contesti, la cura dei piccoli è necessariamente delegato ai nonni o, in base alle disponibilità economiche, alle baby sitter.

È ormai ampiamente dimostrato che i bambini, fin dalla nascita, hanno enormi potenzialità di sviluppo che, se stimolate correttamente, costituiscono la base per i futuri apprendimenti. Il nido e le opportunità educative in età precoce sono quindi fondamentali, ma devono accompagnarsi alla capacità dei genitori di creare continuità. Per questo, per lavorare con i piccolissimi è necessario che si crei una buona alleanza con la famiglia.

Il progetto Nest, infatti, si caratterizza per la proposta di interventi precoci, integrati e multidisciplinari. Ciò significa che, a partire dall’offerta di servizi educativi per la fascia 0-6 anni, sono attivati percorsi di sostegno per l’intero nucleo familiare, così da costruire un continuum tra servizi e attività rivolti a minori e adulti al fine di favorire un ambiente famigliare accogliente e proattivo dal punto di vista educativo. In particolare, l’offerta di un servizio educativo rivolto a bambini da 0 a 3 anni (SEC) ha lo scopo di intervenire precocemente in situazioni di disagio e difficoltà, dotando i bambini di strumenti e competenze (resilienza) che gli consentano di crescere in modo sano e accedere ad opportunità formative e di crescita che altrimenti gli sarebbero precluse. Così facendo, si favoriscono sin dai primissimi giorni di vita le pari opportunità, prevenendo problemi di salute e sviluppo legati a povertà e marginalità.

L’iscrizione e la fruizione al servizio educativo e di custodia per bambini 0-3 anni (SEC) è gratuita ma richiede al genitore un coinvolgimento attivo attraverso la sottoscrizione di un Patto educativo che contiene diritti e doveri dell’adulto ma anche dello staff di progetto. La partecipazione dei bambini alle attività diviene così la moneta di scambio che favorisce l’assunzione di responsabilità da parte dei genitori e degli operatori. A partire dalla sottoscrizione del Patto educativo, viene definito un progetto individualizzato per ciascun bambino/nucleo familiare che consiste nell’offerta di attività educative per il minore e di percorsi di sostegno e accompagnamento per le loro famiglie, attraverso incontri di sostegno alla genitorialità e con esperti della salute materno infantile, consulenze specialistiche, orientamento e accompagnamento ai servizi del territorio e attività genitori-figli.

L’alleanza con le famiglie non è sempre semplice. Richiede attenzione, capacità di ascolto, e sicuramente tempo. Non è raro che i genitori vivano come un’imposizione la necessità di prendere parte a colloqui di monitoraggio, incontri di sensibilizzazione o gruppi di confronto ma quando ne comprendono il senso, il percorso di presa in carico diventa realmente tale.
È stata proprio la profonda alleanza con le famiglie a rendere possibile il seguimento dei piccoli anche in questo periodo storico di emergenza sanitaria e lockdown. I genitori, dopo un primo momento di spaesamento, hanno capito quanto fosse importante garantire ai bambini, seppure con nuovi mezzi e diverse modalità, quelle routine educative che i piccoli avevano appreso durante i mesi di frequentazione del SEC. I timori che bambini così piccoli potessero “perdere” e dimenticare quanto imparato erano grandi ma, gradualmente, le famiglie hanno compreso che gli apprendimenti precoci si erano ampiamente consolidati e avevano addirittura germogliato rendendone possibili di nuovi, sempre più complessi.

Con la riapertura degli hub di NEST in tutte e quattro le città di progetto, e grazie ai centri estivi INNESTI, sono riprese le attività educative e ricreative per i nostri bambini e le nostre bambine, comprese quelle rivolte ai piccolissimi.

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