“Da quando c’è NEST ho iniziato a parlare”.

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Enrica* e Mariano*, lei casalinga, lui macellaio, sono i genitori della piccola Romina*, una bimba di 4 anni che da ottobre 2018 partecipa ai laboratori educativi per bambini da 3 a 6 anni proposti dall’HUB NEST di Napoli.

Abbiamo pensato di raccogliere la loro testimonianza perché sono stati tra i primi ad avvicinarsi a NEST. Dal momento dell’inaugurazione fino ad oggi hanno vissuto insieme a noi il percorso di cambiamento e crescita dell’Hub e, con esso, del pezzo di quartiere in cui sorge, distinguendosi per la partecipazione costante alle attività proposte e per l’impegno come cittadini nelle iniziative di riqualificazione del quartiere.
Ripercorrendo la loro storia, Enrica e Mariano ci hanno raccontato di come, dopo 10 anni vissuti nell’hinterland napoletano, hanno deciso di traferirsi nel quartiere Materdei per avvicinarsi alla famiglia di Enrica, nata e cresciuta proprio in questo quartiere. A quei tempi Materdei si presentava come un territorio difficile in cui vivere: “siamo arrivati nel periodo dell’emergenza rifiuti, quando il quartiere era ancora più sporco di come è adesso – dice Mariano – Nel corso degli anni non abbiamo notato particolari cambiamenti e ogni volta che abbiamo provato a modificare la situazione in cui vivevamo le persone del quartiere si sono mostrate indifferenti. Ci siamo sentiti abbandonati anche dalle istituzioni”. Sulla scia di queste considerazioni, abbiamo chiesto a entrambi di raccontarci se avessero notato dei cambiamenti dall’apertura di Nest, sia nelle loro vite che più in generale nel territorio. Enrica ci confessa che prima dell’arrivo di Nest non si sarebbe mai sognata di lasciare fino alle 17.00 sua figlia a scuola poiché aveva difficoltà a pensare di poterla affidare a persone che non fossero familiari. Il rapporto di fiducia instaurato con lo staff di Nest nel corso di questi mesi le ha permesso di superare questo timore. Ciò ha avuto effetti positivi non solo su di lei, perchè grazie alla partecipazione di Romina alle attività dell’Hub ha più tempo da dedicare a se stessa, ma anche sulla bambina. A detta di Enrica, infatti, Romina si mostra più matura e da quando frequenta i laboratori pomeridiani è riuscita a trovare un’alternativa al tablet e alla tv e a vivere il momento del distacco dalla mamma con maggiore serenità. Enrica inoltre aggiunge: “Grazie ai gruppi di parola a cui partecipo ho trovato uno spazio personale e di gruppo. Grazie a Nest ho iniziato a parlare.” Il marito interviene spostando l’attenzione sugli effetti benefici che il nostro servizio ha apportato sul territorio: “Ci vorrebbero più centri Nest. Da quando ci siete voi qualcosa è cambiato. C’è maggiore controllo anche rispetto al problema delle siringhe che prima trovavamo all’ingresso della scuola, diventato negli anni un punto di riferimento per i tossicodipendenti data la posizione piuttosto isolata. Se il servizio che offrite si aprisse al territorio coinvolgendo tutti i cittadini in riunioni di quartiere, se quello che fate all’interno dello spazio Nest uscisse fuori dalla scuola si potrebbe fare ancora di più. Sarebbe bello poter coinvolgere i cittadini e far capire loro che il quartiere è un bene comune da curare, per noi e per i nostri figli che vivono e crescono qui. Le attività che realizzate sono molto importanti sia per i bambini che per noi genitori e il rischio è che perdano il loro valore nel tempo se non si interviene anche sul quartiere e sul contesto in cui noi tutti viviamo. Nest dovrebbe rivolgersi anche alla fascia d’età successiva a quella dei 6 anni per evitare che tutto il vostro lavoro venga perso. Riconosco il valore di ciò che fate e ve ne sono grato. Credo che il servizio dovrebbe allargarsi e dare l’opportunità a tutti di potervi partecipare così da generare un cambiamento duraturo.”

Grazie a questa intervista abbiamo potuto accogliere la proposta di Enrica e Mariano di creare uno spazio di confronto più ampio, impegnandoci ad aiutare i genitori che si rivolgono al nostro servizio attraverso la creazione di un comitato di quartiere che Mariano stesso ha già battezzato come “comitato NEST”.

*Nome di fantasia

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